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Tornano obbligatori i vaccini per chi va a scuola, c’è l’accordo Stato-Regioni-Province

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Dopo la Toscana, anche in tutte le altre regioni presto saranno obbligatori i vaccini per l’accesso al nido e alla scuola dell’infanzia. 

La legge, reintrodotta dopo 18 anni, potrebbe arrivare in tempi brevi: il 25 gennaio è stato infatti raggiunto l’accordo tra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e gli assessori delle Regioni e delle Province autonome.

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Tutti i presenti all’incontro hanno espresso il loro assenso, con il via libera arrivato all’unanimità e quindi le remore di alcune regioni.

All’incontro – mirato all’avvio del nuovo Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-19 – era presente il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, secondo cui si è raggiunto uno “storico” accordo, perché mira ad eliminare le disparità attualmente esistenti tra le Regioni in tema di vaccinazioni.

Ci sono state delle regioni, come Emilia, Friuli Venezia Giulia e Toscana, ha spiegato il presidente dell’Iss, “che sono state più coraggiose e per prime hanno deciso per l’obbligatorietà delle vaccinazioni, ma ora si decide di prendere un’iniziativa a livello nazionale e questo è storico“.

In questo modo, ha chiarito, “si supera finalmente la confusione che ancora esiste tra la gente tra vaccinazioni obbligatorie e consigliate: va infatti detto in modo definitivo che tutte le vaccinazioni, dal momento che salvano vite umane, sono obbligatorie, sia da un punto di vista etico che scientifico”.

 

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Cosa accadrà ora è presto detto: “sarà approntato un provvedimento che sarà presentato al Parlamento”, assicura il presidente dell’Istituto superiore di sanità.

Il provvedimento, continua Ricciardi, “fa chiarezza anche sull’importanza della vaccinazione per la tutela delle fasce più fragili come bambini, anziani o persone immunodepresse soprattutto nelle comunità ristrette come per esempio le aule scolastiche”.

Il tutto mirato alla prevenzione di malattie importanti che, viste le basse coperture attualmente registrate in Italia, rischiano di riemergere.

Per il coordinatore degli assessori regionali alla Sanità, Antonio Saitta, ora “occorre un calendario vaccinale che stabilisca le priorità e la tempistica delle somministrazioni, in modo progressivo e graduale”.

Un obiettivo che va raggiunto nello stesso momento in cui si ripartiranno le risorse stanziate per le vaccinazioni su scala nazionale: “100 milioni di euro, dalla legge di bilancio. Sarà poi fondamentale attivare una campagna di comunicazione condivisa fra il ministero e le Regioni proprio per supportare l’offerta vaccinale”, sottolinea Saitta.

Il Codacons, però, continua a promettere battaglia: “Ricorreremo in ogni sede contro una legge nazionale in tal senso, e ci rivolgeremo alla Corte europea dei diritti dell’uomo per bloccare una iniziativa che è una violenza nei confronti delle famiglie”, perchè non è lecito “”imporre con legge nazionale la vaccinazione obbligatoria per accedere ad asili e scuole senza mettere a disposizione dei cittadini i 4 vaccini riconosciuti come obbligatori”.

Dello stesso avviso si dicono i ‘Genitori del NO Toscana’, che contano già oltre 1500 aderenti e sono un gruppo nato su facebook, che vuole ora costituirsi in Comitato, contro la proposta di legge della Regione Toscana sull’obbligo vaccinale. 

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