Un ragazzo di 13 anni è stato aggredito a pugni davanti alla scuola media “Winckelmann”, nei pressi di piazza Bologna, a Roma. L’episodio, scrive RaiNews, si è verificato all’uscita dell’istituto. Il giovane sarebbe stato colpito da un coetaneo che non conosceva, descritto come praticante di pugilato. “L’aggressore”, riporta la testata, “sarebbe già noto per episodi di eccessiva esuberanza e comportamenti considerati problematici”.
La violenza, si legge ancora nell’articolo, è stata fermata grazie all’intervento tempestivo del genitore di un altro studente, che è riuscito a bloccare il ragazzo e a interrompere l’azione. L’episodio (a pochi giorni dall’omicidio di Abanoud Youssef, ucciso a coltellate da un compagno a La Spezia) ha riacceso l’attenzione sul tema della sicurezza nelle aree scolastiche, soprattutto nei momenti di entrata e uscita. Per la giornata di domani è stato convocato il consiglio di classe, mentre la scuola “ha avviato le procedure interne previste dai protocolli di tutela e sicurezza”.
“La scuola è un presidio di legalità e una comunità fondata sul dialogo e sul rispetto“, ha spiegato la dirigente scolastica Enrica Grigoli, secondo il Corriere della Sera. “Siamo costantemente impegnati nella tutela dei nostri studenti e, in virtù di questo, per comprendere i fatti e agire con la dovuta accuratezza che il caso richiede, è stato avviato il procedimento istruttorio interno e, per la giornata di domani, è stato già convocato un consiglio di classe straordinario. Insomma, sono state già attivate tutte le procedure previste dai protocolli vigenti“.
“All’uscita di scuola”, ha detto il papà del ragazzo, citato da RomaToday, “poco prima di varcare il cancello, mio figlio è stato aggredito con dei pugni sul viso da un ragazzino che non conosceva, non della sua classe e di cui ancora non abbiamo certezza di chi sia. Ci dispiace, ma qui si è oltrepassato il limite. Siamo tutti sotto shock, primo fra tutti mio figlio, e vorremmo che venga fatta immediatamente chiarezza e giustizia“.
“Ha uno zigomo gonfio e un occhio arrossato”, ha aggiunto il genitore. “Ma è la paura di un’aggressione, per di più vigliacca, da dietro e senza motivo, che lo spaventa. Sarà sicuramente stato confuso con un altro, perché questo ragazzino non è della sua classe e non lo conosceva. Al momento non è opportuno farlo tornare a scuola. Perché domani questo ragazzino potrebbe rifarsi sotto di nuovo. E chi ci dice che non si presenti con un taglierino o colpisca più forte”.