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Un appello per non dimenticare

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  • GUERINI


La Giornata della Memoria, celebrata ogni anno il 27 gennaio, in ricordo dello sterminio del popolo ebraico (Shoah) e delle persecuzioni subite da ebrei, zingari ed altre minoranze nonché dai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti. Ma la ricorrenza serve anche per ricordare il ruolo di coloro che si sono opposti al progetto di sterminio e a rischio della propria incolumità hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Un gruppo formato da associazioni, sindacati, redazioni si è fatto promotore di un appello ("Io non rinuncio alla Memoria"), che può essere sottoscritto anche collegandosi al sito internet
www.scuolafuturo.it (cliccabile da "Ulteriori approfondimenti"), e della proposta di effettuare un "minuto di silenzio" in occasione del Giorno della Memoria. Lo scorso anno, quando l’iniziativa fu lanciata, alle ore 11,59 (ora di entrata delle truppe sovietiche nel campo di concentramento di Auschwitz, ormai abbandonato dai nazisti), dopo il suono della  campanella ed il minuto di silenzio, oltre due milioni di alunni hanno recitato la poesia di Primo Levi "Se questo è un uomo", che può essere riproposta quest’anno.
Nell’appello si legge: "Chiediamo alle educatrici ed agli educatori di ripetere questa straordinaria esperienza, perché  oggi come ieri,  riaffermiamo la nostra  volontà di non dimenticare, di non rinunciare al bene comune della memoria. Siamo convinti che il ricordo costituisca il mezzo più efficace per contrastare la tendenza a banalizzare e a rimuovere dalla coscienza civile taluni nodi cruciali del secolo appena trascorso.
Tra le questioni più emblematiche significative vanno segnalate, nonostante da allora sia passato più di un cinquantennio, la Shoah e la Resistenza.
La necessità di ricordare è inoltre un nostro diritto e un nostro dovere.
Ricordare è un diritto, in quanto ci riconosciamo nei valori di libertà e di democrazia previsti dalla nostra Costituzione, i soli sui quali è possibile costruire una coscienza autenticamente civile. E’ un dovere, perché la memoria della tragica esperienza del totalitarismo nazista e della successiva Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo sono il più importante patrimonio di esperienza  che abbiamo contro il rischio di viverla di nuovo.
La nostra storia recente  ci dice che le tradizioni civili dei popoli, se non vengono  coltivate e protette, prima immiseriscono, poi decadono, infine muoiono per cedere il passo all’ irrazionalità e alla barbarie. Per sottrarci, attraverso la riappropriazione del ricordo, ad una quotidianità priva di alti valori, di forti identità, di future prospettive, diciamo insieme: io non rinuncio alla memoria".
Le scuole interessate ad approfondire l’argomento della Shoah possono trovare documentazione e suggerimenti nel sito del Centro di documentazione ebraica contemporanea (www.cdec.it/memoria27gen.htm), che contiene, tra l’altro, dodici suggerimenti per la didattica di Clotilde Pontecorvo, ed in quello dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (www.ucei.it/giornodellamemoria).