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Un ddl per ridurre il carico degli zaini e prevenire patologie alla schiena

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Una legge per evitare che gli zaini pesanti producano seri problemi alla schiena di alunni e studenti in età di scuola dell’obbligo: è quella che auspicano due deputati dell’Unione di Centro, Saverio Romano e Luca Volontè, che nei giorni scorsi hanno presentato un ddl, il n. 1089, alla settima Commissione Cultura della Camera. L’iniziativa parte dal concetto, provato scientificamente, che il peso eccessivo dei libri provoca negli alunni della scuola dell’obbligo “patologie tipiche quali la scoliosi e, in genere, altri dismorfismi della colonna vertebrale”. Ne consegue che “la parte inferiore dello zaino, della cartella e di ogni altro tipo di supporto – si legge nell’articolo 2 – deve rimanere al di sopra dei glutei”.
I due deputati dell’Udc hanno spiegato, attraverso una conferenza stampa tenuta il 20 novembre, che sono stati spinti a realizzare la richiesta sulla base delle proteste di tenti genitori: “A nostro modo di vedere – ha spiegato Romano -, il problema, a prima vista complesso, può essere risolto fornendo delle risposte di ordine soprattutto tecnico-logistico, che diminuirebbero drasticamente l’insorgere e il manifestarsi di complicazioni alla colonna vertebrale del bambino in età scolastica”.
In base alle indicazioni di pediatri ed ortopedici il ddl indica che il peso degli zaini non deve essere superiore, per gli alunni delle scuole primarie, al 10% del peso corporeo e, per gli alunni delle scuole secondarie di primo grado, al 15%. Nel testo all’esame della Commissione Cultura viene anche indicato che a verificare gli eccessi di peso sarà il personale non docente: dovrà comunicarlo al direttore didattico che informerà il corpo docente e quindi i genitori che interverranno per ridurre il peso dello zaino dei figli.
Ad aiutare le famiglie ad intervenire sarà però anche la scuola: i relatori della proposta investono il Miur del compito di fornire gli istituti di armadi ed in generale “arredi” appositi nei quali riporre il materiale non necessario per studiare a casa.
Quello invece utili allo studio potrebbe essere fornito, sempre secondo Romano e Volontè, di apposite dispense di pochi fogli avallate dallo stesso Miur, di concerto con le case editrici. Il testo contempla anche l’ipotesi di adottare un sistema anti-fotocopia: “la ‘cellofanazione’ dei libri di testo – ha detto Volontè – preverrebbe il tentativo da parte di qualcuno di commercializzare soltanto le fotocopie. I libri di testo si venderebbero, infatti, ‘cellofanati’ congiuntamente in un unico plico, inscindibilmente.
Lo zaino o la cartella diverrebbero, in tal modo strumento di trasporto di materiale didattico leggero”.
Nel ddl sono contenute anche tutte le diverse misure ritenute dai medici più idonee per prevenire patologie di tipo prevalentemente scheletrico: “le dimensioni – recita il progetto di legge – devono essere proporzionate all’età e alla corporatura dello studente; il vano contenitore non deve essere eccessivamente capiente affinché il carico non si allontani troppo dal tronco provocando lo sbilanciamento posteriore; devono essere provvisti di spalline larghe, imbottite e regolabili in lunghezza e di uno schienale rigido e morbido verso il lato a contatto con il tronco; devono altresì essere dotati di maniglia superiore, di una cintura addominale regolabile ed eventualmente di ruote per ridurre i tempi di carico sulla colonna vertebrale durante i tragitti più lunghi”. Alla Commissione Cultura la responsabilità di portare avanti il disegno di legge.