Il caro carburante colpisce anche e soprattutto i docenti pendolari: una insegnante ha detto, ai microfoni de La Nazione, di spendere ben 300 euro al mese per lavorare, facendo ben 180 chilometri al giorno, novanta all’andata e altrettanti al ritorno, per andare a scuola.
“Quando sono a scuola e inizio a fare lezione, la fatica del viaggio svanisce. Mi piace davvero tanto insegnare”, queste le sue parole. La 39enne ha lavorato per anni nel privato, ma la passione per l’insegnamento l’ha sempre accompagnata.
“Per una serie di questioni burocratiche non avevo proseguito la strada dell’abilitazione. Poi è cambiata la legislazione scolastica e, con i nuovi requisiti per partecipare ai concorsi, ho capito che finalmente potevo provarci. Mi sono detta: a questo punto ci devo almeno provare. Non voglio avere rimpianti”.
Ha rischiato, si è rimessa in gioco e nel 2025 ha vinto il concorso. Ora è al suo secondo anno di lavoro. “Avrei potuto chiedere l’assegnazione provvisoria per un anno in una sede più vicina, ma non l’ho fatto perché mi trovo bene. E c’è anche un’altra ragione, fondamentale: i suoi studenti. ‘Per me è importante garantire continuità ai ragazzi'”.
La docente si alza alle 5:50 ogni giorno. “L’anno scorso, con la macchina a metano, spendevo circa 300 euro al mese per il carburante. Adesso sono passata al Gpl e dovrei riuscire a risparmiare qualcosa: spenderò circa 250-270 euro al mese. Certo, è molto stancante. Quando entro a far lezione e vedo i miei ragazzi, tutta la fatica del viaggio svanisce”, ha concluso.