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25.09.2026

Dichiarazione dei redditi, i docenti risultano più ricchi di molti commercianti: ma com’è possibile?

L’insegnamento in Italia rappresenta una categoria lavorativa che si trova al centro delle incongruenze del sistema fiscale nazionale. In un panorama segnato da marcate anomalie tributarie e da diffuse sacche di evasione, il caso dei docenti è particolare: come scrive La Repubblica, dal confronto tra le dichiarazioni dei redditi e i dati dell’Inps emergono paradossi marcati che mettono in luce la posizione dei docenti rispetto al lavoro autonomo.

I dati

In base ai dati ufficiali sulle entrate, un gioielliere dichiara mediamente di guadagnare meno di un insegnante. Allo stesso modo, i dati dell’Inps indicano che la categoria dei commercianti risulta percepire un reddito inferiore rispetto a quello di un docente, una discrepanza che nasconde in molti casi forti sospetti di sotto-dichiarazione e irregolarità fiscali nel settore privato.

Per il personale della scuola, la totale trasparenza reddituale si scontra inoltre con le dinamiche dell’inflazione e del prelievo fiscale. Mentre per diverse categorie di lavoratori autonomi si sono create forme di agevolazione legate alla flat tax, i salari dei dipendenti pubblici come i docenti restano direttamente esposti all’erosione del potere d’acquisto causata dal costo della vita. Questa combinazione tra stipendi fissi intaccati dall’inflazione e trattamenti fiscali disomogenei accentua la percezione di disparità per chi lavora nel mondo della scuola.

Ma quanto guadagnano i docenti italiani?

Ma quanto guadagnano i docenti italiani? Gli ultimi dati che abbiamo a disposizione sono quelli di Eurydice, risalenti all’inizio di luglio, riportati da SkyTg24, relativi all’anno scolastico 2024/2025. Se si considerano i docenti a inizio carriera, si vede che gli stipendi più alti per gli insegnanti sono quelli del Lussemburgo, con 55.000 euro all’anno. In seconda posizione c’è la Svizzera, con 47.000, e in terza l’Olanda, con 39.000. L’Italia è nella seconda metà della classifica, con uno stipendio annuale che si ferma a 26.000 euro.

La situazione non cambia molto se si guarda invece agli stipendi degli insegnanti dopo 10 anni di carriera. Il Lussemburgo è sempre in testa (71.000 euro), seguito questa volta dalla Germania (63.000) e dalla Svizzera (62.000). Per arrivare all’Italia bisogna scendere ancora oltre metà classifica: qui lo stipendio è di 28.000 euro all’anno.

A livello generale, per fare alcuni confronti, dai dati si evince che, ad esempio, i docenti tedeschi partono da oltre 50.000-60.000 euro lordi per arrivare a toccare gli 80.000 euro prima della pensione, con differenze poco significative a seconda del Land.

Gli insegnanti spagnoli sono in una fascia tra i 31.000 e i 46.000 euro lordi. La media annua in Francia si attesta oltre i 34.000 euro lordi. Mentre gli insegnanti italiani, come detto, a inizio carriera guadagnano circa 25.000-27.000 euro lordi e raggiungono massimo i 43.000 euro annui dopo 35 anni di servizio.

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