L’insegnamento in Italia rappresenta una categoria lavorativa che si trova al centro delle incongruenze del sistema fiscale nazionale. In un panorama segnato da marcate anomalie tributarie e da diffuse sacche di evasione, il caso dei docenti è particolare: come scrive La Repubblica, dal confronto tra le dichiarazioni dei redditi e i dati dell’Inps emergono paradossi marcati che mettono in luce la posizione dei docenti rispetto al lavoro autonomo.
In base ai dati ufficiali sulle entrate, un gioielliere dichiara mediamente di guadagnare meno di un insegnante. Allo stesso modo, i dati dell’Inps indicano che la categoria dei commercianti risulta percepire un reddito inferiore rispetto a quello di un docente, una discrepanza che nasconde in molti casi forti sospetti di sotto-dichiarazione e irregolarità fiscali nel settore privato.
Per il personale della scuola, la totale trasparenza reddituale si scontra inoltre con le dinamiche dell’inflazione e del prelievo fiscale. Mentre per diverse categorie di lavoratori autonomi si sono create forme di agevolazione legate alla flat tax, i salari dei dipendenti pubblici come i docenti restano direttamente esposti all’erosione del potere d’acquisto causata dal costo della vita. Questa combinazione tra stipendi fissi intaccati dall’inflazione e trattamenti fiscali disomogenei accentua la percezione di disparità per chi lavora nel mondo della scuola.
Ma quanto guadagnano i docenti italiani? Gli ultimi dati che abbiamo a disposizione sono quelli di Eurydice, risalenti all’inizio di luglio, riportati da SkyTg24, relativi all’anno scolastico 2024/2025. Se si considerano i docenti a inizio carriera, si vede che gli stipendi più alti per gli insegnanti sono quelli del Lussemburgo, con 55.000 euro all’anno. In seconda posizione c’è la Svizzera, con 47.000, e in terza l’Olanda, con 39.000. L’Italia è nella seconda metà della classifica, con uno stipendio annuale che si ferma a 26.000 euro.
La situazione non cambia molto se si guarda invece agli stipendi degli insegnanti dopo 10 anni di carriera. Il Lussemburgo è sempre in testa (71.000 euro), seguito questa volta dalla Germania (63.000) e dalla Svizzera (62.000). Per arrivare all’Italia bisogna scendere ancora oltre metà classifica: qui lo stipendio è di 28.000 euro all’anno.
A livello generale, per fare alcuni confronti, dai dati si evince che, ad esempio, i docenti tedeschi partono da oltre 50.000-60.000 euro lordi per arrivare a toccare gli 80.000 euro prima della pensione, con differenze poco significative a seconda del Land.
Gli insegnanti spagnoli sono in una fascia tra i 31.000 e i 46.000 euro lordi. La media annua in Francia si attesta oltre i 34.000 euro lordi. Mentre gli insegnanti italiani, come detto, a inizio carriera guadagnano circa 25.000-27.000 euro lordi e raggiungono massimo i 43.000 euro annui dopo 35 anni di servizio.