Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, lo scorso sabato 10 gennaio, è intervenuto a Varese, a Villa Recalcati per presentare il suo nuovo libro “La rivoluzione del buon senso. Per un Paese normale“. Il capo del dicastero di Viale Trastevere è stato raggiunto da VareseNews, ai cui microfoni ha discusso di vari temi.
“Abbiamo fatto scelte coraggiose, come la riforma dell’istruzione tecnica. C’è chi ci ha accusato di voler sfruttare i ragazzi, ma noi vogliamo che abbiano gli strumenti per inserirsi davvero nel mondo del lavoro. È buon senso, non ideologia”, ha esordito.
“Abbiamo chiuso i diplomifici, veri e propri business milionari che vendevano illusioni. Abbiamo messo fine a un sistema di frodi e falso merito. E abbiamo anche fatto una riforma dei programmi: basta con la storia globale senza identità, torniamo a insegnare Atene, Roma, l’Europa”, questa la sua opinione.
Ecco poi alcuni accenni alle Nuove Indicazioni Nazionali: “La sintassi non è un optional. Un terzo degli italiani fatica a comprendere un testo complesso. La scuola deve recuperare la lingua, la memoria, la poesia. Dire che ricordare è fascismo è una follia. Greta Thunberg va benissimo. Ma prima impariamo a collocare un fiume o una montagna sulla carta geografica. Conoscere il nostro territorio è il primo passo per prendersene cura. Non possiamo parlare di ambiente se non sappiamo dov’è casa nostra”.
“Abbiamo fatto una riforma che era attesa da vent’anni e nessuno aveva avuto il coraggio di fare. In questi tre anni abbiamo fatto una rivoluzione culturale”, ha aggiunto, sempre a Varese, come riportato da Il Giorno. Valditara ha anche commentato la circolare che ha diffuso tempo fa in merito all’utilizzo del linguaggio nei documenti ufficiali: “Non posso accettare che nelle scuole si insegni ‘Car* student, car* bambin’. Noi non diciamo così: non esiste la schwa”.
“Mi hanno accusato di essere fascista perché ho ripristinato le poesie a memoria. Per fortuna che Schlein e Landini non sono al Governo della Repubblica, l’avrebbero sfasciata: sfascisti”, ha concluso.