Affidarsi agli altri, a chi merita la nostra fiducia, ma anche valorizzare le esperienze vissute che contano: in questo modo si potranno affrontare al meglio gli errori. Sono i concetti espressi dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara aprendo – il 30 ottobre – i lavori, al Vaticano, della giornata conclusiva di ‘La Scuola è Vita’.
Rivolgendosi ai tanti giovani presenti nell’Aula Paolo VI, il numero uno del Mim si è rivolto ai tanti ragazzi presenti cercando di farli riflettere sull’importanza della scuola nel trasmettere determinati valori orientati all’auto del prossimo e all’inclusione: “Tutti voi avete talenti straordinari, compito della scuola è aiutarvi a scoprirli e valorizzarli. Ognuno di voi è unico è questo il senso della bellezza, della centralità della persona umana, ognuno è unico perchè è una persona che ha diritto a coltivare sogni e speranze: il compito della scuola e quindi dare a ognuno di voi un futuro degno“.
“Per la prima volta – ha continuato Valditara – abbiamo inserito l’educazione all’empatia che significa vedere l’altro, sorridere all’altro. Poi c’è la fiducia, che è fondamentale, è importante affidarsi all’altro e agli altri e deve essere ricambiata. E poi c’è la memoria, il saper coltivare il lascito del vostro passato”.
Il Ministro ha detto poi che i ragazzi hanno “scritto una lettera bellissima al Santo Padre” Leone XIV: una missiva che lo “ha commosso: tutti facciamo errori, sbagliamo, cadiamo, la bellezza è proprio quella di sapersi alzare. Sapersi rialzare è fondamentale e compito della scuola è aiutare tutti a sapersi rialzare, non a non sbagliare mai, perchè si sbaglia“.
Quindi, il responsabile del dicastero bianco ha puntato il dito contro “la cultura che mette al centro l’io che è ipertrofico, mettiamo prima gli altri, il noi. La scuola è vita quando impariamo a sentire l’altro. Vi assicuro che questo appuntamento da parte mia proseguirà, da parte nostra c’è la volontà che prosegua negli anni è di straordinaria importanza”.
Guardando ad altre realtà, anche fuori confine, Valditara ha concluso sostenendo che è fondamentale “coinvolgere i ministeri dell’educazione di altri paesi: dobbiamo portare questa rivoluzione culturale, portare la voce delle consulte degli studenti”.