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04.09.2025

Valditara sfida la sinistra: “Serve merito, responsabilità e una scuola ponte con il lavoro”

“L’Occidente, che ha la libertà come pilastro valoriale, è la nostra àncora di salvezza proprio adesso che molteplici tensioni sembrano disgregare l’ordine internazionale consolidato”. Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del Merito, in un’intervista rilasciata a Italia Oggi, individua nei valori occidentali la bussola per affrontare le sfide globali: “L’Occidente non è una somma di Paesi, ma un sistema di valori. È un’idea prima ancora che una realtà fisica”.

Per il ministro, un Paese normale è quello “in cui non ci si divide sui valori fondanti, dove il confronto avviene sempre nel rispetto dell’avversario”. Ma l’Italia non sempre risponde a questa definizione: “Lo è sicuramente la gente comune, meno gli ambienti che influenzano il destino della comunità, penso a un certo mondo della cultura, dei media e della politica”.

La questione dell’identità è centrale. “Non accettiamo la cancel culture che vuole renderci apolidi, senza storia e privi di identità. Senza identità non esiste un popolo con valori condivisi, diritti e doveri reciproci. Per questo è fondamentale studiare la storia del proprio Paese e della civiltà a cui si appartiene”.

Sul tema dell’immigrazione Valditara distingue: “Inclusione significa accogliere chiunque così com’è, integrazione invece implica la condivisione dei valori fondamentali della comunità che accoglie. Noi siamo il primo governo che assume mille docenti specializzati per insegnare italiano ai ragazzi stranieri. La sinistra parla tanto di accoglienza, ma siamo noi che gettiamo le basi per una vera integrazione”.

Non manca la critica all’Europa, divisa fra due modelli: “Da un lato quello internazionalista e tecnocratico, dall’altro quello dei padri fondatori, Adenauer, Schuman e De Gasperi, che mettevano al centro la grande civiltà comune. Serve un’Europa confederale più che federale, capace di essere orgogliosa della propria storia”.

La scuola resta il campo privilegiato dell’azione del ministro. “Oggi la sinistra si fonda su un partito wokista e un sindacato massimalista. Si oppone a riforme come il “4+2”, che prevede percorsi più rapidi e professionalizzanti, apprezzati da famiglie e imprese. È ancora ferma al vietato vietare, al rifiuto del merito e alla negazione della responsabilità individuale”.

Il ruolo dell’istruzione, invece, deve essere duplice: “La scuola ha il compito di educare i giovani alla libertà e allo spirito critico, ma deve anche fornire strumenti per inserirsi nel mondo del lavoro. Non deve essere soltanto un’accademia, ma un ponte tra formazione e vita reale”.

E aggiunge: “La sinistra parla molto di diritti ma dimentica i doveri, che pure sono centrali nella nostra Costituzione. Senza la capacità di contenere il proprio io non può esserci rispetto per l’altro”.

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