“Credo che il giuramento di Pontida andrebbe insegnato nelle scuole, così come andrebbero insegnati ai ragazzi chi sono stati gli eroi della Decima Mas”: a dichiararlo è stato il vicesegretario della Lega, Roberto Vannacci, al termine del raduno di Pontida.
Dopo avere detto che “per noi lo straniero è quello dei porti aperti, ma purtroppo molto spesso stupra, ruba e rapina e che vuole imporre la sua cultura alla nostra millenaria” e quindi “non ci rassegniamo alla società meticcia che vorrebbe qualcuno e all’islamizzazione delle nostre città”, l’ex generale dei parà ha voluto parlare dei giovani della Decima Mas: nel farlo ha tenuto a sottolineare che “oggi i ragazzi non li conoscono, mentre sanno chi è Greta Thunberg, che invece non ha combinato nulla”.
Ricordiamo che giovani che facevano parte della decima Flottiglia Mas erano i membri di un reparto speciale della Marina italiana – di matrice fascista, legati alla Repubblica di Salò, fondato da Junio Valerio Borghese, promotore di un tentativo di golpe militare nel 1970 portato alla luce dall’Espresso- che, a seguito dell’armistizio del 1943, scelse di continuare a combattere a fianco dei tedeschi nella Repubblica Sociale Italiano: si trattava dei giovani volontari, provenienti da tutta Italia, come i Nuotatori Paracadutisti, il Barbarigo e il Lupo, che si riunirono a La Spezia per organizzarsi in battaglioni.
Secondo Giovanni Barbera, membro della Direzione nazionale di Rifondazione Comunista, quella di Vannacci è “un’idea brillante, degna di chi confonde la storia con il merchandising nostalgico“.
“Se Vannacci vuole portare la Decima Mas tra i banchi di scuola, allora si parta dai rastrellamenti, dalle torture, dalle esecuzioni sommarie. Si spieghi agli studenti come questa formazione abbia collaborato con i nazisti, represso i partigiani, ucciso civili e macchiato la storia italiana di sangue. Altro che ‘eroi’: furono sicari in divisa, al servizio della Repubblica di Salò. Ma forse Vannacci pensa che la storia si possa riscrivere con un power point e due slogan”.
Secondo Barbera “è gravissimo che simili parole arrivino da un esponente istituzionale. Non stiamo parlando di un nostalgico qualunque in una chat Telegram, ma di un dirigente politico che vorrebbe trasformare le scuole in centri di addestramento ideologico. Questa non è ignoranza: è propaganda. E pure di bassa qualità. Condanniamo con fermezza ogni tentativo di riabilitare formazioni fasciste e criminali”.
“La Decima Mas non è patrimonio da tramandare, ma una vergogna da ricordare in quanto tale. E chi la esalta non ha posto né nella scuola né nella democrazia. Se la destra sogna un’Italia nostalgica e in uniforme, noi continueremo a difendere un’Italia antifascista, libera e consapevole”, ha concluso l’esponente di Rifondazione Comunista.
Il senatore Pd, Francesco Verducci, ha tenuto a dire che “Decima Mas sotto il fascista Valerio Borghese, che fu poi fondatore del Msi e nel 1970 tentò il golpe contro la Repubblica italiana, fiancheggiò i crimini del nazifascismo. Vannacci si vergogni e chieda scusa. Nelle scuole va insegnata la Costituzione, nata dalla Resistenza. Altro che Decima Mas. Basta con queste provocazioni miserabili”.
Secondo Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd, “la X Mas di cui parla Vannacci è quella che, dopo l’8 settembre, rimase fedele al fascismo, combattendo con i nazisti e diventando nota per rastrellamenti, torture e massacri di civili e partigiani? Adesso la vogliono celebrare nelle nostre scuole? Cosa ne pensa il ministro Valditara? Il revisionismo di questa destra è pericoloso e inquietante“.
Secondo Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, “quello che è andato in scena oggi a Pontida è il raduno dell’ultranazionalismo mondiale: da Salvini a Bardella, da Vannacci a Flavio Bolsonaro. Una vera e propria internazionale nera che porta in Italia i peggiori simboli della destra radicale. Mentre sventolano bandiere e slogan identitari, Salvini da Pontida, e la premier Meloni tra i social e comizi, recitano la parte delle vittime, raccontando che televisioni e giornali sarebbero contro di loro”.
“La realtà – continua Bonelli – è l’opposto: la Rai è sotto il loro controllo, Mediaset è un’alleata e il gruppo editoriale Angelucci — il cui editore è un deputato assenteista della maggioranza – con i quotidiani il Giornale, il Tempo e Libero di cui è direttore l’ex portavoce della premier attaccano ogni giorno l’opposizione”.