Con un post pubblicato in queste ore sulla sua pagina Facebook, il deputato leghista Rossano Sasso conferma la sua decisione di abbandonare la Lega per entrare a far parte della nuova formazione di Roberto Vannacci.
E coglie anche l’occasione per ripercorrere la sua storia politica (Sasso è stato anche sottosegretario all’Istruzione, da marzo 2021 a ottobre 2022, con il Governo Draghi e con Bianchi Ministro): “Sono stato nel 2014 uno dei fondatori del movimento politico di Matteo Salvini al Sud, quando fare politica per la Lega nel meridione era impresa proibitiva: un percorso da leghista del Sud durato anni e pieno di difficoltà, rinunce, discriminazioni subite sul territorio. Eravamo animati da una spinta emotiva e ideale fortissima, fieri di un progetto politico rivoluzionario, identitario e sovranista, che ho avuto l’onore folle di guidare per anni insieme ad altri pazzi visionari del Sud”.
“Oggi – scrive Sasso – quel progetto per me non esiste più, mi limiterò a dire questo perchè non voglio polemizzare con quello che è stato il mio partito per 12 anni e con una persona, l’unica, alla quale sarò sempre grato per le opportunità e le gratificazioni che mi ha dato, forse meritandole o forse no, ma il mio percorso politico con Matteo Salvini termina qui”.
Rossano Sasso rivendica il fatto di aver denunciato per primo “i pericoli dell’ideologia gender nelle scuole, ingaggiando una battaglia quotidiana in favore delle famiglie e dei bambini contro gli attivisti lgbt di estrema sinistra”.
E poi ricorda i suoi primi passi nella politica: “Nella mia vita non ho mai rinunciato alla mia libertà per questioni di calcoli, ho sempre ascoltato i miei sentimenti, quelli che da ragazzino mi spinsero ad iscrivermi al Fronte della Gioventù e da adulto mi portarono a scegliere la sfida bella e impossibile della Lega al Sud”.
“A 17 anni – aggiunge ancora il deputato – fui illuminato dalla lettura di Ezra Pound e la frase ‘se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui’, per me vale anche oggi. Oggi lascio un partito che è al Governo, per inseguire un sogno”.
La conclusione è scontata: “Esco dalla Lega e scelgo di seguire il Generale Roberto Vannacci nella sua battaglia identitaria e sovranista”.
Per chiudere il post con uno slogan memorabile che riassume in tre parole la sua fede politica: “Memento audere semper”.