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Vaticano, gli studenti austriaci durante l’esame di latino possono telefonare al vescovo

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Ha destato non pochi commenti, anche ironici, la notizia riportata dall’’Osservatore romano’ sulla possibilità che il Vaticano ha dato ad alcuni studenti austriaci e del Liechtenstein di svolgere una “prova pubblica” di latino presso il Museo gregoriano profano dei Musei Vaticani.
Questi i fatti. Il 20 dicembre gli studenti del liceo privato austriaco Sacré Coeur Bregenz e del liceo Formatio del Liechtenstein si sono presentati, individualmente o in coppia, nel Museo vaticano per tradurre testi liturgici sul tema del Natale e rispondere ad alcune domande sulla Chiesa. “Il dato quasi incredibile – ha scritto il giornale vaticano riferendosi alle particolari prove d’esame – è che è ammesso l’uso del cellulare. Anzi, è quasi obbligatorio: durante l’esame, infatti, gli studenti potranno avvalersi di uno speciale aiuto chiamando, via telefonino, alte personalità in Vaticano, in Austria e in altri Paesi. Tra queste, ricordiamo il cardinale Giovanni Lajolo, presidente emerito del Governatorato, il vescovo Josef Clemens, segretario del Pontificio Consiglio per i Laici, monsignor Waldemar Turek, della Segreteria di Stato, e Flaminia Giovanelli, sottosegretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace”.
Sempre l’’Osservatore romano’ ha spiegato che la particolare iniziativa del Vaticano viene chiamata ‘examen publicum Vaticanum’ ed è finalizzata a “riconoscere e valorizzare sia il ruolo storico della lingua latina nello sviluppo delle lingue europee, sia il ruolo della Chiesa cattolica nella preservazione della lingua latina. Contestualmente, mediante questa pubblica iniziativa, si intende promuovere l’insegnamento del latino nei licei, e la comprensione della messa in latino da parte di tutti i fedeli“. Viene da chiedersi se però questa “mistura” particolare – con la cristianità ed il latino da una parte, ed il sostegno spirituale-tecnologico dall’altra – possa essere veramente definita una verifica. Se possa contenere delle peculiarità educativo-formative. O più semplicemente se possa chiamarsi “esame” o “prova pubblica” di latino.