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Via dalla classe i docenti no vax, lo chiede il senatore Nencini (Psi). Per Giacomoni (Fi) non hanno studiato Popper

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Si arricchisce di giorno in giorno, anche nei toni, il parterre di politici che reputano indispensabile vaccinare tutto il personale scolastico prima della ripresa delle lezioni a settembre, compresi quindi i 220 mila tra docenti e personale amministrativo che non hanno fatto ancora nemmeno una dose, con punte di probabili no vax in Sicilia, Sardegna e nella provincia di Bolzano. Dopo il Partito Democratico, Liberi e Uguali, Italia Viva e Forza Italia (promotrice anche di un progetto di legge, a prima firma della senatrice Licia Ronzulli), nelle ultime ore si è aggiunta anche la spinta del Partito Socialista. Un suo esponente autorevole, Riccardo Nencini, presidente della Commissione istruzione e cultura del Senato, ha detto che “se la scuola è una priorità, e lo è, necessita l’obbligo di vaccinazione, come per i medici”.

La legge lo consente?

“L’alternativa – sostiene Nencini – è la Waterloo del sistema scolastico: o si riparte da settembre in sicurezza o si spalancano le porte di un terzo anno terribile per gli studenti, con danni irreversibili”.

Il senatore del Psi sostiene, quindi, che “se ci sono insegnanti non vax, vengano sostituiti. La legge lo consente. Manderesti tuo figlio a lezioni di matematica se il docente non è vaccinato?”.

In realtà, la legge consente di adottare una legge ad hoc. Come quella introdotta alcuni mesi fa per i lavoratori della Sanità. Spetta al Parlamento, a questo punto, decidere cosa fare.

Giacomoni: il no vax ignora il concetto di libertà

Anche Forza Italia rilancia il concetto, con il deputato Sestino Giacomoni, membro del Coordinamento di presidenza del partito azzurro.

“La visione distorta della libertà che hanno gli scettici dei vaccini o del Green Pass – dice Giacomoni – è figlia anche, se non soprattutto, della cultura vetero-progressista dominante nel nostro Paese fin dagli anni ’70 che ha imposto una lettura di parte a concetti fondamentali del nostro vivere comune. Se nelle università e nelle scuole superiori si fossero studiati molto di più e meglio pensatori come Karl Popper, Ludwig von Mises e Friedrich von Hayek, oggi non avremmo così tanta gente convinta che la libertà sia riferibile solo a se stessi”.

Il forzista sostiene che “in un Paese autenticamente democratico, invece, la libertà di ognuno finisce lì dove lede i diritti di qualcun altro. I no vax sono figli dell’ignoranza del significato più vero del concetto di libertà, quello dei padri fondatori e dei discendenti della Scuola austriaca liberale”.

“Fortunatamente – prosegue – la maggioranza silenziosa in tutte le democrazie moderne è pro vax, basti vedere in Francia, dove, dopo l’introduzione del Green Pass, mentre solo in 20.000 protestavano in piazza, facendo rumore, più di un milione, in silenzio, si prenotava per la vaccinazione. La stessa cosa sta avvenendo nel nostro Paese, dove grazie al piano vaccinale messo a punto dal governo Draghi – conclude -, entro settembre riusciremo a proteggere dal virus la stragrande maggioranza dei cittadini italiani”.

De Petris: serve una campagna informativa

Per la capogruppo di LeU al Senato Loredana De Petris, “i vaccini sono l’arma principale di cui disponiamo nella lotta contro il Covid. La stragrande maggioranza della popolazione lo sa e si comporta di conseguenza ma per convincere anche chi è invece in preda a dubbi e paure irrazionali bisogna intervenire con una campagna metodica e capillare di sensibilizzazione e informazione. E’ questa la giusta risposta alle manifestazioni spesso scomposte di sabato scorso”.

“Allo stesso tempo è fondamentale affrontare subito le vere e concrete difficoltà che ci aspettano dopo la pausa estiva: i nodi della scuola e dei trasporti. Ci vuole un intervento strutturato, strategico e ben organizzato per evitare che proprio a partire da quelle fragilità riparta il contagio”, ha concluso De Petris.

Salvini: no al green pass per la scuola

Nel frattempo, il segretario della Lega Matteo Salvini ribadisce il suo ‘no’ alla vaccinazione obbligatoria, pur avendo fatto il vaccino, rimarcando le proteste contro il nuovo green pass introdotto per decreto dal governo Draghi.

Il leader del Carroccio parla, ad Affaritaliani.it, di “piazze da ascoltare e da capire, non da attaccare o censurare. In Italia come in Europa sono piazze vive, sorridenti, belle e vere, che chiedono di tenere insieme salute e libertà. E la Lega, dentro il governo, anche se da sola, fa e farà di tutto per garantire salute, lavoro e libertà a tutti, senza obblighi, multe o divieti”.

“Quando il Decreto sul Green Pass arriverà in Parlamento – dice – faremo di tutto per cambiarlo: siamo già al lavoro per preparare tutti gli emendamenti possibili e necessari. Io – aggiunge – mi sono vaccinato per mia scelta, come altri milioni di Italiani, ma questo non mi dà il diritto di imporre la stessa scelta, o peggio un obbligo, ad altri milioni di Italiani che hanno un’idea diversa dalla mia”.

“Soprattutto – conclude Salvini – per bimbi e ragazzi sono contro qualsiasi obbligo o costrizione. Il diritto alla scuola, ovviamente in presenza, andrà garantito a tutti, nessun bimbo o insegnante escluso

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