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Viaggio nel mondo degli adolescenti: pragmatici, attenti al proprio benessere mentale e credono nell’amore, ma è allarme Neet

Dino Galuppi

L’Italia è un Paese con l’età media sempre più alta, con sempre meno giovani, ma il dato che ancora più preoccupa è il secondo posto che occupa in Europa per giovani che non lavorano ne studiano. Ma agli adolescenti italiani piace sognare, credono nell’amore e nelle relazioni familiari.

Il fenomeno NEET in Italia

Si chiamando Neet termine inglese di I Not [engaged] in Education, Employment or Training, in sostanza sono quei ragazzi che non frequentano università o percorsi post diploma o non hanno terminato le scuole superiori, non lavorano e non seguono nessun’altra formazione e dopo la Romania ne abbiamo il tasso più alto. Considerando i ragazzi tra i 15 e i 20 anni il tasso di Neet si aggira intorno al 15% contro l’11% che rappresenta la media europea.

I dati sono di Eurostat, nell’ambito dell’iniziativa “Con i giovani, contro la violenza. Prevenire il disagio e difendere le relazioni per una Lombardia Zero NEET” promossa da Fondazione Asilo Mariuccia, in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e ALTIS Graduate School of Sustainable Management.

Il fenomeno dei NEET cioè di fatto degli inattivi in società è frutto almeno nel nostro Paese di un mix di fattori strutturali. La prima causa è sicuramente la crisi demografica, con la costante perdita di popolazione giovanile che in sostanza riduce il potenziale produttivo del Paese. Altro elemento da non trascurare è la difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro anche questo legato a diverse motivazioni, tra cui la scarsa specializzazione dei nostri indirizzi scolastici e il forte divario nord sud.
La condizione dei NEET rappresenta uno dei segnali più preoccupanti della nostra società fenomeno su cui serve un approccio multidisciplinare che coinvolga Istituzioni e scuola e famiglie e mondo del lavoro.

Rafforzare la formazione e il raccordo tra scuola e lavoro elemento che si è perso nonostante i percorsi PCTO deve essere l’investimento che il nostro Paese deve fare per assicurare vitalità economica, innovazione e sostenibilità sociale e continuo sviluppo dell’Italia.

E’ fondamentale agire sulla scuola per supportare ed innalzare l’autostima dei ragazzi, coinvolgerli in attività extra curricolari che rafforzino le competenze trasversali come possono essere quelle artistiche sportive e digitali.

Investire in corsi professionali per agevolare l’accesso al mondo del lavoro per tutti quelli che terminano anzitempo gli studi

Gli adolescenti oggi tra paure e voglia di stare bene con sé stessi

Ma il quadro degli adolescenti parla anche di adolescenti che preferiscono trascorrere il tempo libero a casa (addirittura 7 su 10), anche perché le opportunità di incontrare gli amici nel quartiere sono appena sufficienti soprattutto nelle periferie delle città.

Un terzo dei ragazzi guarda con pessimismo al proprio futuro con differenze che emergono anche rispetto agli ambiti delle opportunità di relazione tra pari, di praticare attività sportive o ricreative, di sentirsi sicuri, che segnano una crescita in salita per i giovani che abitano in are più difficili rispetto ai loro coetanei. Non si tratta ‘solo’ di una questione di servizi. Gli adolescenti che oggi stanno nelle periferie o in quartieri difficili sono “privati della fiducia: verso il prossimo, ma anche nel futuro (fonte AdnAkronos). Il 72% non svolge attività o laboratori musicali, artistici o teatrali; oltre un terzo (35%) non pratica alcuna attività fisica o sportiva, con un dato che cresce fra le ragazze fino al 48%

Gli adolescenti si sentono poco ascoltati

Gli adolescenti di oggi si sentono poco ascoltati e pongono ai primi posti, tra le ‘cose importanti’ della vita, la famiglia e l’amicizia, ma anche lo star bene con sé stessi e danno forte importanza all’amore in un tempo di conflitti e di odi. Sono sentimenti non banali che andrebbero ascoltati e coltivati.

Secondo l’indagine promossa da “Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile” e condotta dall’Istituto Demopolis in occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre per gli adolescenti intervistati, le città italiane non sono a misura di minori: meno della metà del campione analizzato ritiene che siano adeguati spazi verdi, scuole, strutture per lo sport, trasporti pubblici. Meno del 30% valuta sufficienti la sicurezza urbana, la qualità dell’aria, i servizi sociali.

Quanto alla graduatoria delle ‘cose importanti della vita’ stilata dai ragazzi vede ai primi posti la famiglia (78%) e l’amicizia (72%), come dimensioni centrali dell’esistenza. Ma sul podio gli adolescenti fanno salire anche il ‘benessere psicologico’, lo stare bene con sé stessi questa esigenza è sicuramente frutto del lungo lockdown dovuto al covid. Ritengono molto importante anche l’amore (62%).

Ci sono gli ingredienti principali per poter fare un ottimo dolce, occorre appunto un approccio trasversale e di collaborazione tra tutti quelli che ruotano intorno agli adolescenti, scuola in primis per farli uscire dalle paure e farli crescere con le corrette convinzioni.

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