Una vicenda che ha fatto molto discutere: una docente barese di 48 anni è stata indagata e condannata a sette anni e tre mesi, e 75mila euro di multa, per aver adescato alcuni adolescenti. Per la Corte d’Appello, però, il fatto non costituisce reato.
La docente, come scrive La Repubblica, è stata assolta e potrà tornare ad insegnare, venendo meno anche le pene accessorie disposte in primo grado ovvero l’interdizione dai pubblici uffici, l’impossibilità di svolgere lavori a contatto con i minori e il divieto di avvicinamento ai luoghi da essi frequentati.
La docente è stata arrestata nel 2021, finita agli arresti domiciliari con le accuse di produzione di materiale pedopornografico e corruzione di minorenne. I fatti contestati sarebbero avvenuti nell’estate 2021 a Bari, dove era tornata durante le vacanze dal lavoro di maestra elementare, che in quel periodo svolgeva al Nord.
Stando alla ricostruzione dei Carabinieri, la donna avrebbe avuto rapporti sessuali con un 15enne, mentre un altro ragazzo più giovane li filmava. Con lo stesso minorenne avrebbe girato un ulteriore video durante un rapporto sessuale, questa volta alla presenza di un 13enne. Avrebbe inoltre trasmesso scene di sesso, sempre con lei protagonista, in diretta su Instagram, nel corso di una videochat alla quale avrebbe assistito anche un 12enne.
A fare scattare l’inchiesta erano state alcune mamme, insospettite dal materiale pornografico trovato nel telefono dei figli. I Carabinieri erano intervenuti nel bed and breakfast scelto per gli incontri e avevano trovato l’allora 45enne con uno dei ragazzi. La donna non ha mai nascosto di aver frequentato adolescenti a scopi sessuali ma ha sempre evidenziato di non aver commesso reati nei loro confronti.