Il liceo Classico Berchet di Milano ha lanciato questo autunno una iniziativa rivolta alla città intitolata “Ricomincio da…greco”, un nuovo percorso dedicato a chi desidera scoprire – o riscoprire – la lingua e la cultura greca.
Il corso, come recitava la circolare di lancio, è aperto a:
Gli incontri si svolgono da dicembre a marzo, ogni mercoledì dalle 17.30 alle 19.00, sotto la guida di due docenti di greco Franca Gusmini e Ilaria Ziliani.
In pochissimi giorni i posti (una ottantina) sono andati esauriti e mercoledì scorso 3 dicembre ha preso avvio. Oggi il Corriere della sera dedica una intera pagina sull’edizione milanese alla prima “lezione”.
Il pubblico, dice il racconto del Corriere, è un mosaico raro: liceali curiosi, ingegneri, professionisti, pensionati, coppie che tornano sui banchi per nostalgia o per sete di senso. Sedersi a studiare una lingua di 2800 anni fa non è un atto erudito ma «politico — sostengono le due docenti —. Una forma suprema di resistenza al dilagante vuoto di bellezza, di bontà, di cura». Ed è anche un tentativo di riprendere fiato, sostiene Paolo. «Di tornare a quando le parole — poche, precise — contenevano universi e non solo notifiche».
Oppure si tratta di un desiderio di riappropriarsi dei tempi dell’anima? Riscoprendo la lentezza in un tempo in cui, come insegna il filosofo e sociologo tedesco Hartmut Rosa, a fronte di strumenti che permettono di risparmiare sempre più tempo, le persone soffrono della mancanza di tempo e si sentono in dovere di correre ancora piú in fretta, non tanto per raggiungere un obiettivo, ma per non perdere posizioni.
Di certo l’esperimento/esperienza del Berchet è particolarmente interessante e sottolinea come sempre più gli “utenti” delle istituzioni scolastiche non debbano e non possano essere solo i canonici studenti della fascia d’età 3-19 anni ma tutta la popolazione.
Una scommessa per il presente più che per il futuro.