Home Attualità 500 anni dalla morte di Leonardo, Mattarella va in Francia. Bussetti agli...

500 anni dalla morte di Leonardo, Mattarella va in Francia. Bussetti agli studenti: la scuola educa, non informa

CONDIVIDI

Il 2 maggio si celebrano i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. In Francia, si è svolta una cerimonia: al castello di Amboise, dove il “genio” toscano morì il 2 maggio 1519 mentre era ospite, da tre anni, del re di Francia Francesco I, si sono recati i presidenti Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron.

La visita dei capi di Stato ad Amboise

Mattarella e la figlia Laura, con il Capo di Stato francese e la moglie Brigitte, sono entrati nella cappella dove c’è la tomba di Leonardo da Vinci per un omaggio alle spoglie del genio italiano morto ad Amboise 500 anni fa.

Per ricordare Leonardo da Vinci, sono state organizzate mostre ed eventi in tutta Italia: dai francobolli speciali alle iniziative per gli istituti scolastici.

ICOTEA_19_dentro articolo

Bussetti: siate sempre curiosi come il “genio” toscano

“La scuola deve educare, non semplicemente informare. Meglio una testa ben fatta che una testa piena: siate sempre curiosi, come Leonardo e non arrendetevi mai”, ha detto il ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti, nel corso di un intervento a “Futura Leonardo”, la cerimonia organizzata dal ministero dell’Istruzione.

“Ho voluto mettere al centro della nostra visione del futuro i giovani, lo studente, non con le sue competenze, ma le sue attitudini, le sue potenzialità. Quando prendete un voto a scuola, non è il voto che giudica la persona ma giudica il compito o l’interrogazione. Voi siete da 10, avete bisogno di essere incentivati. Il voto non vi deve scoraggiare, per i vostri genitori voi siete il meglio, ricordatelo”.

Educazione rivolta alla persona

E ancora: “L’educazione deve essere rivolta innanzitutto alla persona. Siete la nostra speranza e la nostra forza, sarò sempre al vostro fianco”.

Bussetti ha quindi augurato a studenti e docenti di concludere al meglio quest’anno scolastico “che è stato denso di fatica ma di grandi gioie: buon lavoro per il tempo che rimane alla fine della scuola”, ha concluso Bussetti.