La strage di Hamas del 7 ottobre 2023 sconvolge Israele: 1200 ebrei vengono massacrati, violentati o uccisi a sangue freddo in appena 24 ore. Altri 250 sequestrati. E il governo israeliano non fa attendere la rappresaglia, individuando in Gaza il bersaglio principale.
E in pieno spirito di vendetta, i raid includono bombardamenti a tappeto sotto i quali i primi a essere colpito sono i civili e dunque bambini, donne, anziani, persone comuni, mentre le bombe distruggono scuole, ospedali, case.
Le autorità israeliane sostengono che la loro è una caccia ai terroristi, sibilando pure che gli abitanti di Gaza li proteggono, evitando di indicare i rifugi e le gallerie sotterranee che Hamas avrebbe scavato sotto la città.
Una giustificazione, dicono gli osservatori, per distruggere sistematicamente le città della Strisca, costringendo la popolazione a un esodo dopo un altro, mentre il mondo osserva, senza prendere una posizione.
Poi interviene l’Onu, secondo cui la fame, nella quale la popolazione è ormai immersa, perché vengono bloccati gli aiuti umanitari, viene usata come arma di guerra, mentre Israele continua a colpite chiese, moschee, scuole, ospedali.
Il 26 gennaio 2024 la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia, il tribunale delle Nazioni Unite, tiene la prima udienza sulla denuncia di genocidio presentata dal Sud Africa contro Israele per quanto sta avvenendo a Gaza. Il 29 febbraio, più di 100 palestinesi rimangono uccisi mentre sono in coda per ricevere aiuti umanitari, in uno dei più sanguinosi episodi del conflitto.
Oggi parlano i numeri: 1200 israeliani morti e 250 presi in ostaggio nel giorno in cui è cominciata, 800 soldati israeliani uccisi e 20 mila feriti, 66 mila palestinesi uccisi e 150 mila feriti, 2 milioni di palestinesi sfollati, l’80 per cento degli edifici distrutti o danneggiati.
Intanto, spiega Tanya Haj-Hassan, pediatra statunitense specializzata in terapia intensiva che lavora con MSF e con Medical Aid for Palestinians UK, in questi giorni in visita in diversi Paesi per raccontare come l’umanità sia morta a Gaza: “Negli ultimi anni sono stata in missione nella Striscia molte volte, l’ultima a marzo. A Gaza i bambini vengono uccisi e mutilati a un ritmo mai visto: sono la più grande popolazione di amputati pediatrici della storia”.
Anche il Il presidente della Repubblica e la premier, Giorgia Meloni– assieme ad altri politici e rappresentanti delle istituzioni – hanno ricordato il massacro avvenuto due anni fa in località, kibbutz e basi militari israeliane nei dintorni della Striscia di Gaza.
Ha detto Sergio Mattarella: “Il 7 ottobre del 2023 rimane e rimarrà nelle coscienze come una pagina turpe della storia: un vile attacco terroristico che avvenne contro inermi cittadini israeliani, recando grave danno alla causa della pace e della reciproca sicurezza in Palestina. Una ferita che ha colpito ogni popolo. Quanto avviene a Gaza e i diversi sentimenti che suscita non possono confluire in quello ignobile dell’antisemitismo che, particolarmente nel secolo scorso, ha toccato punte di mostruosa atrocità, e che oggi appare talvolta riaffiorare, fondandosi sull’imbecillità e diffondendo odio”.
Dopo due anni per la prima volta si parla di pace possibile, ma in che termini e con quali equilibri è ancora tutto da vedere.