Home Attualità #8marzo: sciopero studentesse contro sessismo e legge 107

#8marzo: sciopero studentesse contro sessismo e legge 107

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Studentesse e studenti in piazza in tutta Italia per lo sciopero globale contro la violenza sulle donne promosso dalla rete “Non una di meno” anche la Rete della Conoscenza, Link – Coordinamento Universitario e l’Unione degli Studenti contro il “clima oscurantista che si vive nelle scuole e nelle università, per l’introduzione dell’educazione sessuale ed alle differenze e contro le deleghe della 107 in presidio sotto al Ministero dell’Istruzione”.

“Come studentesse e studenti abbiamo scioperato in tutta Italia con aule vuote, presidi, lezioni in piazza durante lo sciopero indetto da Non una di meno, in contemporanea a 55 Paesi in tutto il mondo – dichiara Martina Carpani, coordinatrice nazionale della Rete della Conoscenza – perchè riteniamo centrale questa mobilitazione globale che, a partire dalle rivendicazioni delle donne, intrecciando le condizioni di reddito, genere e razziali, costruisce un nuovo orizzonte di giustizia sociale ed autodeterminazione per tutte e tutti. I dati sulla povertà nel nostro Paese parlano chiaro: mentre i ricchi sono bianchi e uomini, i più poveri sono soprattutto donne, minori e migranti. Così come sono chiari i dati sul part-time involontario di cui le donne sono sono sempre più vittima e quelli sulla salute. E’ quindi urgente la rivendicazione del reddito di autodeterminazione e la battaglia contro la precarietà proposta dalla rete di Non una di meno, così come una revisione della 194 che garantisca il diritto all’aborto”.

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“Siamo in piazze con le lavoratrici della conoscenza per l’abrogazione della legge 107 e contro le deleghe propinate dalla Ministra Fedeli. – dichiara Francesca Picci, coordinatrice nazionale Unione degli Studenti – Imporre nelle scuole un modello sempre più legato alla valutazione della performance, aumentare le disuguaglianze, non è il genere di scuola che vogliamo. Vogliamo inoltre una scuola antisessista attraverso l’introduzione in tutte le scuole dell’educazione sessuale ed alle differenze non macista e non eteronormata. Purtroppo sono infatti le classi il più grande strumento di riproduzione della cultura della sopraffazione, delle relazioni morbose e sterotipate, dei modelli di giudizio. Non può essere a discrezionalità delle famiglie il contrasto alla violenza ed il contrasto all’oscurantismo”.