L’intelligenza artificiale è già entrata nelle aule, spesso in modo silenzioso e spontaneo, attraverso gli smartphone degli studenti. La questione non è se accoglierla o respingerla, ma come governarla didatticamente senza perdere il valore della relazione educativa e del lavoro condiviso. Per i docenti diventa quindi urgente trovare modalità pratiche per trasformare l’IA da scorciatoia in occasione di apprendimento. VAI AL CORSO
La presenza sempre più pervasiva dell’intelligenza artificiale nelle vite degli studenti sta cambiando il modo di apprendere, studiare e produrre conoscenza. Per i docenti della scuola secondaria la sfida non è soltanto “tenere il passo” con queste tecnologie, ma capire come usarle in classe senza rinunciare al pensiero critico, al lavoro di gruppo e alla formazione delle soft skills, soprattutto in un contesto normativo che limita l’uso del cellulare durante le lezioni.
Affidarsi all’IA in modo individuale e passivo rischia di ridurre l’apprendimento a un semplice copia-incolla digitale. Per questo diventa centrale ripensare le pratiche didattiche in chiave cooperativa e laboratoriale, integrando strumenti come cooperative learning e flipped classroom. L’obiettivo è far sì che la tecnologia non sostituisca il confronto tra pari, ma lo stimoli, mettendo gli studenti in situazioni di interdipendenza positiva e responsabilità condivisa.
L’uso dell’intelligenza artificiale in classe può avere senso solo se accompagnato da un lavoro sulla verosimiglianza delle risposte che produce. Attività strutturate – come jigsaw, debate cooperativo o “tovaglietta americana” – permettono agli studenti di interrogare criticamente le informazioni ottenute dall’AI, discutere, argomentare e prendere decisioni insieme. In questo modo l’IA diventa un punto di partenza per il ragionamento, non un’autorità indiscutibile.
Accanto agli aspetti disciplinari, ciò che conta sempre di più è lo sviluppo di competenze trasversali: ascolto attivo, capacità di decidere in gruppo, logica e organizzazione del lavoro di team. L’integrazione consapevole dell’IA nella didattica offre un’occasione concreta per allenare queste abilità in modo autentico e coinvolgente, preparando gli studenti a un mondo in cui collaborazione e pensiero critico saranno sempre più determinanti.
Su questi argomenti il corso A scuola con AI: il nuovo compagno di classe, in programma dal 12 febbraio, a cura di Rodolfo Marchisio.
Il corso sarà operativo e non si limiterà a descrivere strumento e metodo, ma li farà sperimentare in modo guidato ai corsisti che ne discuteranno insieme e col tutor, riflettendo su quanto emerso nella loro classe.
La Tecnica della Scuola, oltre a webinar, percorsi in e-learning, certificazioni e corsi rivolti alle scuole organizza corsi di preparazione ai concorsi come il corso di preparazione al concorso ds di 30 ore articolato in 8 moduli che affronta in modo esaustivo gli argomenti del programma dell’esame, destinato a docenti, aspiranti dirigenti e dirigenti in servizio.
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