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A Carpi zumba al posto dell’ora di religione? No, non è così. Nota dei genitori

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Il caso della scuola primaria “Fanti” di Carpi con la lezione di zumba al posto di quella di religione ha destato scalpore.

In una nota, i rappresentanti di tutte le classi, a nome della
maggioranza dei genitori, viste le dimensioni assunte dalla polemica relativa al famigerato “Progetto Zumba”, precisano:

“Prima di tutto, non nascondiamo il nostro stupore, che è quasi incredulità, di come una “non notizia” possa aver creato un clamore mediatico, davvero difficile da comprendere per chi la scuola la frequenta quotidianamente, condividendone le dinamiche. Quello superficialmente chiamato “Progetto Zumba” (in realtà è un progetto più ampio, al quale tra l’altro gran parte dei genitori pare voler aderire) altro non è che uno dei tanti che la scuola propone, lasciando ai genitori la scelta definitiva sull’attuazione in base alle adesioni. In una riunione di qualche giorno fa, insieme agli insegnanti, abbiamo a lungo discusso proprio di questo progetto, arrivando ad un chiarimento verbale, a cui poi è seguita una comunicazione scritta sulle modalità di svolgimento del progetto stesso. Quello che abbiamo appena raccontato è uno sprazzo di vita quotidiana all’interno di una scuola, luogo in cui ognuno, nel rispetto dei propri ruoli, cerca di collaborare con un fine comune. Chiunque abbia preso l’iniziativa di parlare con gli organi di stampa, avrebbe (o avrebbero) dovuto farlo a titolo personale perché leggendo i giornali e i commenti sui social emerge come una rivolta dei genitori (tutti) contro una scuola. E non c’è cosa più lontana dalla verità. Anzi, come genitori, siamo dispiaciuti ed amareggiati della pubblicità negativa ricevuta, poiché, è inutile girarci intorno, il concetto che passa è “zumba al posto di religione”, che può essere una frase ad effetto, che cattura attenzione, ma che distorce la realtà e getta discredito su di un Istituto che ha sempre operato con serietà.
Ci teniamo a ribadire con forza la nostra forte presa di distanza dall’iniziativa di un singolo anonimo (o di poche persone), che lo si ripete, avrebbe, per correttezza, dovuto parlare a nome personale, senza scomodare il Santo Padre che, forse, ha altre questioni a cui dedicare il proprio tempo.

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