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A rischio 1.800 cattedre?

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Sarebbero 1.800 le cattedre da tagliare per far quadrare i conti del Ministero della Pubblica Istruzione. E’ la conseguenza della “clausola di salvaguardia” inserita nella Finanziaria 2007 che chiede alla scuola di contenere la spesa per saldare debiti pregressi ed evitare il blocco dei finanziamenti.
Per le cattedre da tagliare, i timori maggiori si addensano in alcune regioni del Sud che hanno fatto registrare un notevole calo del numero degli alunni. Ad essere più colpiti potrebbero essere gli organici del sostegno e le cattedre di strumento musicale (si vocifera che si stia pensando di azzerare le prime classi delle scuole medie a indirizzo musicale). Si parla, inoltre, di riduzioni ai budget che finanziano i progetti contro la dispersione scolastica.
La notizia, diffusa ufficialmente dopo un incontro al Ministero tra il vice-ministro Mariangela Bastico e i sindacati di categoria, ha naturalmente suscitato subito preoccupazione e reazioni indignate.
Con un comunicato unitario Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola sottolineano come “tutto questo avviene senza una attenta valutazione delle esigenze determinate dall’aumento degli alunni in diverse regioni, per la generalizzazione della scuola dell’infanzia e l’eliminazione delle liste d’attesa, per rispondere alla forte domanda delle famiglie di ampliamento del tempo scuola, né del rispetto dei parametri di legge per la formazione delle classi”.
Il comunicato sindacale si chiude con parole dure, che non escludono forti azioni di protesta: “siamo in presenza di un taglio incomprensibile rispetto alle norme in vigore, come ad esempio quello sulla piena integrazione degli alunni disabili che determinano un diritto allo studio ed alla integrazione variabile tra le regioni del nostro Paese. Tutti gli impegni presi da tempo dal Ministro in prima persona, oggi sembrano dissolti nel nulla. Flc Cgil, Cisl Scuola e Uil Scuola sono impegnate in una attenta verifica sugli esiti dell’operato dell’amministrazione al fine di mettere in campo tutte le opportune azioni di contrasto che si renderanno necessarie”.
La Bastico, che attribuisce al Governo precedente un debito di un miliardo di euro accumulato nel periodo compreso fra il 2002 e il 2006, ha fatto sapere che il ministro dell’Economia e delle Finanze Padoa Schioppa ha notificato al Dicastero di Viale Trastevere l’intenzione di applicare la “clausola di salvaguardia” inserita nella Finanziaria (si è stabilito che in caso di accertamento di minori economie rispetto a quelle prefissate “si provvede a ridurre le dotazioni complessive del Ministero della pubblica istruzione, a eccezione di quelle relative alle competenze spettanti al personale della scuola e dell’amministrazione centrale e periferica della pubblica istruzione, in maniera lineare e fino a concorrenza degli importi indicati”) attraverso un telegramma in cui si quantificano mancati risparmi che fanno sforare nei conti del comparto scuola il budget massimo di 626 milioni di euro.
Pare che nel telegramma del Mef venga anche calcolata come maggior spesa il numero di posti aggiuntivi dell’organico “di fatto” per l’a.s. 2006/2007 (circa 12.000 cattedre), quando la “clausola di salvaguardia” non esisteva.
Quindi, per scongiurare il pericolo che il Ministero dell’Economia riduca autonomamente i finanziamenti fino al rientro del deficit, il ministro Giuseppe Fioroni si troverebbe nella condizione di dover applicare un ridimensionamento degli organici “di fatto”, fornendo ai direttori regionali scolastici regionali i criteri da adottare.
Ma il Ministro della Pubblica Istruzione, intervenendo alla Camera dei deputati durante il question time del 1° agosto, ha detto che non esiste nessun nuovo taglio degli organici nelle scuole rispetto a quello già definito a suo tempo nella scorsa Finanziaria. E tramite un comunicato il Ministero della Pubblica Istruzione fa sapere che “non esiste nessuna nuova azione di contenimento rispetto a quella già definita a suo tempo nella scorsa Finanziaria e tradottasi nelle indicazioni già fornite ai direttori regionali con i decreti sugli organici” e che “l’interlocuzione con il Ministero dell’Economia non riguarda affatto la problematica degli organici dell’anno scolastico 2007-2008″.

Il coordinatore nazionale della Gilda degli insegnanti, però, non si fida e si mostra preoccupato: “il Ministero del Tesoro afferma che i tagli non sono sufficienti e quello dell’Istruzione intende procedere al taglio indiscriminato di migliaia di posti, con il risultato che il prossimo anno scolastico rischiamo di ritrovarci con classi che superano ampiamente il numero massimo di persone previste per legge”.
“Se Fioroni non interverrà chiaramente per evitare questi tagli insopportabili – conclude Rino Di Meglio – arriveremo alla chiusura della scuola pubblica”.
Flc Cgil parla di disponibilità e buona volontà di dialogare da parte del Ministero della Pubblica Istruzione che però, “pressato da quello dell’Economia, intende proseguire nell’obiettivo di ridurre i posti già autorizzati dalle Direzioni regionali in organico di fatto – solo qualche giorno fa – per cercare di contenere la spesa”.
La Cisl Scuola denuncia “la subordinazione del Mpi al Dicastero del Tesoro”, aggiungendo che “i tempi con cui si sta intervenendo  non consentono scelte ponderate” e sottolinea “il rischio concreto di un avvio del prossimo anno scolastico in condizioni particolarmente difficili”.
La Uil Scuola protesta “per il mancato confronto reale sulla politica degli organici, permanendo l’unico inaccettabile obiettivo di contenimento della spesa” e teme che “l’accorpamento classi, classi numerose con disabili, ecc.” incidano negativamente sulla qualità dell’offerta formativa.
“Preoccupazione e sdegno per ciò che sta avvenendo in tutte le regioni rispetto all’organico di fatto per il prossimo anno scolastico 2007-2008” viene espresso da Raffaele Di Lecce, segretario generale della Cisal Scuola.

Per lo Snals-Confsal “non si può accettare che la scuola debba subire l’intervento ragionieristico del Ministero del Tesoro”.