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A rischio le assunzioni?

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In questo modo, col ddl, si coinvolgerebbe  anche maggioranza e opposizione in una delle riforme ritenute strategiche dal Governo. In cambio si chiederà al Parlamento tempi certi sui lavori, e se non ci sarà ostruzionismo si potrà arrivare – ugualmente – a un rapido via libera.

Certo è, scrive Il Sole 24 Ore, che la scelta di optare per un veicolo normativo “più lento” potrebbe incidere sul piano straordinario di assunzioni di 180mila insegnanti che dovrebbe partire a settembre prossimo e chiudersi nel 2019.

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Una possibilità questa già denunciata anche dal nostro sito, ma della cui certezza nessuno può, finora, farsi carico. Si staglia però, di sicura certezza, un fatto: evitare, fino all’ultino secondo e fino a quando non c’è nero su bianco, di fidarsi degli annunci, positivi o negativi per la scuola, dei rappresentanti di questo governo.

Ne abbiamo sentito tante, vedi la riforma degli esami di stato, di declamazioni, come la questione degli scatti di anzianità e del merito, e poi regolarmente smentite, scordando con facilità sorprendente per chi decide le sorti di una Nazione che il nocciolo del “buon governo” è la certezza della legge e la certezza che gli impegni assunti vengano rispettati: parola di re è parola di re, si diceva nelle monarchie assolute. La nostra repubblica sta diventando una monarchia, ma solo nella detenzione del potere, per il resto è una barca con un nocchiero-re un po’ “frescone”.