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“A scuola c`è una bomba”: il falso allarme procurato da un’allieva per evitare l’interrogazione

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webaccademia 2020
Sono costate care la scaltrezza e il coraggio dimostrato da una studentessa 14enne frequentante la prima classe dell’istituto superiore Enrico Fermi di via Mazzini a Bologna: lo scorso 2 maggio fu lei, a metà mattinata, a fare una telefonata anonima ai carabinieri per dire che “a scuola c`è una bomba”. A distanza di tre mesi gli stessi carabinieri hanno accertato che l’autrice del fatto era arrivata a tanto semplicemente per creare panico nella struttura scolastica e schivare così l’interrogazione programmata di matematica: la ragazzina è stata scoperta al termine delle indagini e denunciata per interruzione di pubblico servizio e procurato allarme.
L’allarme risale allo scorso 2 maggio: alle 11,40 la centrale operativa delle forze dell`ordine riceve una telefonata da parte di un`anonima interlocutrice che annunciava la presenza di un ordigno esplosivo all`interno. I carabinieri di Bologna Mazzini si recano subito sul posto per un sopralluogo. Le verifiche escludono la presenza di una bomba e la telefonata si rivela un falso allarme.
I carabinieri hanno voluto però approfondire i fatti. E al termine delle indagini sono arrivati alla conclusione il 2 agosto. Quando è stata rintracciata l`autrice del gesto. La quale messa di fronte ai fatti è subito crollata: ha ammesso che in questo modo voleva evitare l`interrogazione di matematica si era inventata la storia della bomba, sicura che questo le avrebbe procurato tempo per schivare la professoressa.
Il piano, in effetti, andò in porto: la lezioni scolastiche furono sospese. In attesa dell’arrivo dei carabinieri. E del successivo via libera. Che arrivò solo alle ore 13, 00, quando le lezioni ripresero regolarmente e gli studenti rientrarono in aula. Dopo 90 giorni però lo stratagemma è stata smascherato.
Chissà se la 14enne avrà compreso che sarebbe stato meglio prendere 3 in matematica? Oppure che avrebbe dovuto, come fanno la maggior parte degli studenti, spendere impegno e tempo sui libri per fare proprie le conoscenze richieste dalla prof?
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