Dopo gli incrementi di iscritti non entusiasmanti dell’ultimo anno, per l’istruzione tecnico professionale superiore 4+2 sembra essere giunto il momento del decollo: a farlo intendere – a poche ore dalla conclusione delle domande di iscrizioni alle prime classi del prossimo anno scolastico – è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Intervenuto alla Fiera Milano alla firma del Protocollo d’Intesa 2026, tra il Ministero di Viale Trastevere, Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda, il titolare del Mim ha detto che “si stanno completando le iscrizioni al 4+2, l’istruzione tecnico professionale, e devo dire che sono un grande successo”: anche se “al momento ci sono ancora le iscrizioni cartacee”, ha sottolineato Valditara, “i dati di cui sono in possesso sono veramente straordinari quindi questa è una bellissima notizia”.
Secondo il ministro dell’Istruzione, che quest’anno in corrispondenza con la “finestra” delle iscrizioni alle prime classi si è rivolto per iscritto ai genitori per ricordare le virtù del percorso superiore 4+2, “è un passo importante di innovazione collegare la scuola con l’impresa”, quindi non bisogna “avere vergogna di dire che scuola e impresa debbano essere strettamente collegati e che la formazione si fa anche nell’impresa”.
Valditara sostiene che stiamo vivendo “una svolta culturale importante che non è ancora capita da” qualcuno “e mi riferisco a qualche forza politica e soprattutto a qualche sindacato”.
Poi, il Ministro tiene a ricordare che chi “pensa che in realtà il 4+2 sia un modo per far sfruttare dagli imprenditori i nostri studenti” è “quanto di più lontano dalla realtà”.
Ricordiamo che lo scorso anno, rispetto a quello precedente del “battesimo” del 4+2, i risultati furono confortanti, ma probabilmente inferiori a quelle che erano le aspettative: nel 2025, rispetto alla partenza a rilento del 2024, le iscrizioni aumentarono del 230%, si triplicarono gli iscritti al primo anno e fu registrato un aumento del 51% degli istituti superiori aderenti al progetto scolastico.
Dal canto suo, il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha sempre cercato di guardare al bicchiere mezzo pieno, rifiutando qualsiasi ipotesi di flop o bocciatura del progetto 4+2.
A proposito del nuovo Protocollo d’Intesa 2026, che ha rinnovato e ampliato il precedente accordo del 2021, sottoscritto tra Ministero dell’Istruzione e del Merito, Confindustria Moda e Confindustria Accessori Moda, il 22 febbraio Valditara ha detto che le firme hanno l’obiettivo di “creare un legame forte fra scuola e mondo dell’impresa per far sì che la formazione dei nostri giovani sia sempre più aderente alle necessità del mercato del lavoro“.
Durante la cerimonia, è stato ricordato che l’obiettivo della nuova formazione tecnica e professionale è quello di creare una preparazione sempre più connessa all’innovazione, all’impresa e alla dimensione globale, quindi promossa anche nei Paesi extra-Ue per giovani che successivamente potrebbero essere inseriti nel mercato del lavoro italiano.
Scopo dell’intesa sottoscritta a Milano, è stato spiegato, “è rafforzare il raccordo tra sistema educativo e filiera produttiva della moda, al fine di valorizzare i talenti, sostenere l’orientamento e favorire l’occupabilità dei giovani“. Il Protocollo segna un passaggio rispetto all’ edizione di 5 anni fa, passando ‘”da una logica settoriale a una visione sistemica, in cui scuola, formazione tecnica superiore e mondo delle imprese collaborano in modo strutturato per costruire competenze, innovazione e occupabilità lungo l’intera filiera tecnico-professionale”.
L’accordo ha prodotto aggiornamenti al quadro legislativo e organizzativo più recente, dalla definizione del Sistema Its alla riforma dell’Esame di Stato e della riorganizzazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito: viene infatti prevista, tra i nuovi uffici dirigenziali, l’istituzione della Direzione Generale per l’Istruzione tecnica, professionale e la formazione tecnica superiore, per coordinare le azioni previste dal Protocollo, che per la prima volta assume una dimensione internazionale con la formazione nei loro paesi di giovani extra-Ue.
Il progetto prevede anche che le aziende saranno sempre più coinvolte – attraverso le associazioni di categoria – nella co-progettazione dei curricula degli studenti, nella definizione delle competenze professionali e dei nuovi standard tecnologici, oltre che nella certificazione delle competenze, nella formazione e nell’aggiornamento dei docenti.