Home Politica scolastica A Siracusa la scuola diventa “Casa dei cittadini”

A Siracusa la scuola diventa “Casa dei cittadini”

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Intervista a  Pinella Giuffrida, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “S. Chindemi”, artefice del progetto “Casa dei cittadini”.

Può una scuola inserita in un quartiere difficile diventare un centro culturale polifunzionale, destinato all’accoglienza e ai servizi alla persona?
La risposta arriva da Siracusa, dall’Istituto Comprensivo “S. Chindemi” di via Basilicata, nel quartiere di Mazzarrona. 
Infatti, grazie al dirigente scolastico della scuola, la prof.ssa Pinella Giuffrida, si è realizzato il progetto “Casa dei cittadini”, un centro servizi destinato al cittadino nonché un laboratorio di idee e di iniziative destinate a “sghettizzare” e ad avvicinare la gente di un quartiere dormitorio a rischio degrado alla cultura e alla pubblica condivisione.

Professoressa Giuffrida, cos’è esattamente la “Casa dei cittadini” e qual è il motivo per cui
ha insistito tanto per creare questo nuovo spazio pubblico?

La “Casa dei cittadini” è un urban center dedicato ai cittadini di ogni età, uno spazio di accoglienza, di ascolto, di servizi alla persona, un luogo dove si produce cultura aggregazione e comunicazione, di laboratori e co – progettazione di attività migliorative per il cittadino e per la riqualificazione urbana del quartiere ove sorge l’Istituto Chindemi, col suo plesso staccato di Via Algeri.

Non sono ancora molte le case del cittadino in Italia; questa che sorge nel quartiere Mazzarrona è la prima in Sicilia ed è la prima in Italia ad essere allocata in una scuola. Nasce per la sinergia di di una volontà molto forte: la progettualità di tutti i docenti dell’Istituto “Chindemi” che ha voluto fortemente che la scuola del quartiere Mazzarrona diventasse per le famiglie un centro culturale polifunzionale capace di “accogliere”, di motivare, di proporre cultura ed atteggiamenti positivi di cittadinanza attiva.
Il laboratorio di informatica, la biblioteca scolastica, il laboratorio di ceramica, un ambulatorio medico/sportello di ascolto sociale, il luogo del caffè dove parlare e scambiare quattro chiacchiere, una sala giochi per intrattenere i bimbi più piccoli mentre le mamme progettano e lavorano nella “casa o partecipano ai cineforum e ai dibattiti, un centro di aggregazione giovanile … il garage/officina per le bici che tutti potranno utilizzare per pedalare nella adiacente pista ciclabile sono gli ambienti che stiamo arredando grazie alla disponibilità di aziende sensibili che ci stanno dando una mano. 
La scuola in tutto questo è parte attiva da più di un anno della progettazione e della realizzazione, apre i laboratori e rende fruibili a tutti le strutture e gli strumenti affinché possano essere utilizzati anche quando non c’è lezione, affinchè la scuola possa diventare viva e accogliente nel più profondo senso della parola.

Qual è la situazione in cui si trova il quartiere Mazzarrona a nord di Siracusa?

Il quartiere Mazzarrona è una periferia dormitorio che non ha alcuno spazio pubblico o privato di aggregazione. Non vi è osmosi con gli abitanti degli altri quartieri, con molta difficoltà abbiamo “portato” dentro, negli ultimi due anni, la cosiddetta società civile per le riunioni di programmazione e avvio della casa e per i progetti Urban e Genius del Comune e dell’Università di Catania.
L’altissimo tasso di disoccupazione è il disagio più grande delle famiglie cui spesso la scuola si è sostituita nel reperimento dei libri e degli strumenti base per fare lezione, penne, quaderni, colori, nel supportare i ragazzi nell’affrontare i piccoli/grandi problemi quotidiani. 
Dopo il feroce atto di vandalismo ho voluto fortemente – ed ho ottenuto grazie alla stampa , ai social e all’aiuto di amici giornalisti come Eleonora Zuppardi ma anche Seby Spicuglia e Gianni Catania – che le mamme e i papà del quartiere stesso si sollevassero e rivendicassero il bene comune rappresentato dalla scuola: il tam tam che è stato concertato ha portato ad una aggregazione forte e ad un nuovo patto sociale tra i genitori dei piccoli che frequentano la scuola e la cittadinanza attiva che ha visto tutti – scopa e paletta, secchi e pennelli in mano – protagonisti della ristrutturazione della scuola. Docenti e dirigenti di altre scuole, aziende private, carpentieri, idraulici e fabbri insieme al gruppo mamme di Mazzarrona hanno costituito un esercito di ristrutturatori che hanno rimesso in piedi la scuola in tempo per l’inizio dello scorso anno scolastico. Da lì è nata la speranza che il progetto del centro culturale polifunzionale, tra gli obiettivi prioritari del mio mandato dirigenziale, potesse nascere davvero.


Il Comune di Siracusa e gli altri “partner” del progetto si sono dimostrati parte attiva all’iniziativa o si sono limitati ad accogliere le vostre proposte?

La scommessa di creare “contaminazioni positive” nasce da lontano, da quei progetti “Genius” e “Urban” che l’Assessorato alla Pubblica Istruzione ha, con lungimiranza, destinato al quartiere Mazzarrona già da due anni fa e dal progetto che è nato grazie al forte contribuito della Fondazione Val di Noto che ha portato attività inclusive extrascolastiche dal novembre 2014 ad oggi.
La mia caparbietà di fare fundraising (mesi di lunghe ed estenuanti riunioni) e “portare dentro”, nel cuore di Mazzarrona, opportunità di crescita ha funzionato: abbiamo visto nell’ultimo anno molta gente del quartiere, docenti e studenti aprirsi culturalmente e socialmente, invertendo una linea di tendenza che ormai da decenni si era cristallizzata nelle vie della Mazzarrona.
Nel corso di un anno una breccia è stata procurata nella “chiusura” e la scuola è diventato centro pulsante di attività, tutte preparatorie per “il grande salto” della nascita della “Casa dei cittadini”.
La firma del protocollo d’intesa ha dato il via alla realizzazione, a partire da Settembre, ad un luogo di aggregazione e cultura che nasce dalla volontà di un Assessore alla Pubblica Istruzione volitivo e innovativo, Valeria Troia, che è stata capace di trasformare i vincoli amministrativi in risorse di sviluppo e opportunità di crescita; nasce dalla volontà del presidente del Consiglio di quartiere Grottasanta, Pamela La Mesa che ha stimolato i cittadini del quartiere a partecipare ai gruppi di lavoro preparatori gestiti, per un anno e mezzo, da esperti esterni e professionisti. Questo nucleo forte ha sviluppato una serie di sinergie vincenti con le associazioni locali, il terzo settore, l’Università di Catania, l’ordine degli Architetti, nella progettazione di attività sinergiche che rilanceranno la periferia e con essa le sorti degli studenti che frequentano la scuola.

 
“Casa dei cittadini” è un grande passo per la riqualificazione di un quartiere a rischio degrado. Avete in programma altri progetti futuri per proseguire la strada della “sghettizzazione”?

La “Casa dei cittadini” è lo stat up di una serie di progetti che si svilupperanno nel corso del prossimo triennio nella scuola in partnership con tutti i soggetti coinvolti e con gli altri che si aggregheranno credendo fermamente nelle finalità del progetto.
Continueremo il progetto “Genius” per valorizzare la costa e scoprire con i ragazzi e le loro famiglie gli insediamenti greci e romani, continuerà il progetto “Fondazone Val di Noto” finalizzato al recupero dei bambini e dei ragazzi a rischio dispersione. 
Progetti di tutoraggio, sportello socio-assistenziale ed attività didattiche laboratoriali e creative riaccenderanno la vista scolastica antimeridiana e pomeridiana giovandosi del nuovo clima di apertura e collaborazione che si respirerà a scuola.
Il sogno di “sghettizzare” il quartiere Mazzarrona, nel giro di un anno, grazie a questa sinergia di aggregazione, attività, servizi ed offerte formative e culturali pomeridiane e serali rivolte all’intera cittadinanza è a metà dell’opera: da Settembre ci auguriamo che questa realtà porti un numero sempre minore di studenti ad abbandonare la scuola e molti più ragazzi e genitori a leggere la scuola, lo studio e la crescita personale non più come un peso e un vincolo, ma come una risorsa ed una possibilità di riscatto sociale.

 

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