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Aggiornato il 28.01.2026
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A Testa Alta, la preside Sabrina Ferilli vittima di revenge porn “sotto processo” a scuola: cosa accadrebbe nella realtà?

Redazione

Va in onda in questi giorni su Canale5 la fiction “A Testa Alta” che vede come protagonista una dirigente scolastica al centro di uno “scandalo” per essere stata filmata durante un incontro amoroso “clandestino”.

Se la finzione cinematografica ha posto al centro un caso che ha messo scompiglio nella comunità scolastica della protagonista della fiction, presenta alcuni aspetti interessanti dal punto di vista giuridico, presentando un intricato nodo che mette a confronto la libertà individuale e il decoro delle istituzioni.

Se per un cittadino comune, un incontro intimo in auto potrebbe costare al più una multa per atti osceni in luogo pubblico, per un Dirigente della pubblica amministrazione, qual è il Dirigente scolastico, il conto potrebbe essere molto più salato, e ciò proprio per il prestigio dell’istituzione pubblica che egli rappresenta, essendo la sua immagine il volto dello Stato davanti a centinaia di ragazzi e famiglie.

Il Codice di Comportamento dei dipendenti pubblici prevede infatti che chi lavora per la Pubblica amministrazione deve agire in modo da non ledere l’immagine dell’ufficio che ricopre.

Quando il video “hot” che vede protagonista la dirigente diventa virale, quel “decoro” viene messo in serio pericolo e, inevitabilmente, potrebbe scattare un procedimento disciplinare.

La ricostruzione cinematografica ha offerto un quadro giuridico certamente “romanzato” e tutt’altro che fedele rispetto a quello che prevede il nostro ordinamento, parlando di “autospensione” e “sospensione cautelare”.

Certamente nella fiction il “processo sommario” messo in piedi dal Presidente del Consiglio di Istituto è una ricostruzione assolutamente fantasiosa, soprattutto con l’invito perentorio a rassegnare le dimissioni o autosospendersi.

Ma cosa rischierebbe concretamente la Dirigente nella realtà?

Sicuramente il Sindaco o il Consiglio di istituto non avrebbero alcuna competenza in merito alla valutazione della condotta della Dirigente, essendo in capo al solo Ministero per il tramite dell’Ufficio scolastico regionale il potere disciplinare nei confronti dei dirigenti scolastici.

In questo caso l’Ufficio Scolastico Regionale potrebbe avviare un procedimento disciplinare che, secondo le previsioni del CCNL, in base alla gravità dell’infrazione potrebbe portare all’applicazione delle seguenti sanzioni:

a) sanzione pecuniaria da un minimo di € 200 ad un massimo di € 500;

b) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione;

c) licenziamento con preavviso;

d) licenziamento senza preavviso.

Sono inoltre applicabili le seguenti sanzioni disciplinari previste dal d.lgs. n. 165/2001:

a) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di

quindici giorni, ai sensi dell’art.55-bis, comma 7;

b) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione da un minimo di tre giorni

fino ad un massimo di tre mesi, ai sensi dell’art.55-sexies, comma 1;

c) sospensione dal servizio con privazione della retribuzione fino ad un massimo di tre

mesi, ai sensi dell’art.55-sexies, comma 3.

Qualora dovesse ritenersi necessario espletare ulteriori accertamenti su fatti addebitati al dirigente, punibili con sanzione non inferiore alla sospensione dal servizio e dalla retribuzione, in concomitanza con la contestazione, l’Amministrazione potrebbe anche disporre la sospensione dal lavoro dello stesso dirigente, per un periodo non superiore a trenta giorni, con la corresponsione del trattamento economico complessivo in godimento.

In ogni caso l’Amministrazione potrebbe anche valutare il trasferimento del dirigente per incompatibilità ambientale che non è una misura di natura disciplinare, bensì un provvedimento adottato dal datore di lavoro per garantire il buon funzionamento e il prestigio dell’amministrazione, soprattutto in situazioni in cui il rapporto tra un dipendente e l’ambiente lavorativo risulta compromesso.

Potrebbe essere quest’ultima la soluzione adottabile nei confronti della dirigente protagonista della fiction, visto il clamore destato dalla vicenda nella comunità scolastica.

Ma questo lo vedremo nelle prossime puntate!

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