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07.01.2026

A Testa Alta, Sabrina Ferilli nei panni di una ds: “Inserire nei programmi scolastici lezioni per imparare a usare i social”

Redazione

In arrivo, in questi giorni, in televisione, due serie tv che hanno a che fare con la scuola. La prima, che debutta il 12 gennaio su Rai1, è La preside, che vede l’attrice Luisa Ranieri nei panni di Eugenia Carfora, preside “coraggio” di Caivano.

La seconda è A Testa Alta, in onda da stasera, 7 gennaio, su Canale5, con protagonista Sabrina Ferilli, anche lei nei panni di una dirigente scolastica. Come riporta Il Giornale, il personaggio interpretato da Ferilli viene travolto da uno scandalo legato alla diffusione di un suo video intimo. Il tema della fiction è appunto il revenge porn.

Il tema del revenge porn

“Il revenge porn – ha detto l’attrice in un’intervista a Sorrisi e Canzoni – colpisce soprattutto i giovani, poco strutturati, che non riescono a trovare la forza per reagire. Bisognerebbe inserire nei programmi scolastici lezioni per imparare a usare i social e a difendersi dagli abusi”.

“Introduciamo nelle scuole l’educazione digitale per insegnare ai ragazzi ad usare i social e soprattutto a schivarne i pericoli. Navigare senza istruzioni è come guidare una Ferrari senza avere la patente”, ha detto a Il Messaggero.

La scuola in tv è “reale”?

Spesso la scuola è dipinta nel piccolo schermo in modo diverso rispetto alla realtà. Un esempio? Lo scorso giovedì 18 dicembre è andata in onda, su Rai1, l’ultima puntata della serie tv “Un professore“, con Alessandro Gassmann nei panni del docente di filosofia Dante Balestra. Non sono pochi coloro che hanno visto nella fiction pochi elementi in comune con la realtà della scuola “vera”.

Guardando la serie sembra che il prof Balestra possa praticamente fare ciò che vuole, con libertà, senza burocrazia, vincoli particolari. Il docente precario Luigi Maria Sofia, idoneo 2023, ha scritto un post rivolto alla Rai per evitare inutili stereotipi e banalità lontane dalla realtà nella rappresentazione televisiva del mestiere del docente.

Il post polemico

Ecco cosa ha scritto il docente: “E se la serie Un professore la girassimo davvero noi?
Non quella vista Colosseo, con classi da 12, corridoi liberi e gite improvvisate senza moduli, firme, autorizzazioni e paura di una denuncia.

Parliamo della scuola reale.
Quella dove cambi istituto ogni anno, a volte ogni mese.
Quella dove ‘precario’ non è una parola da sceneggiatura, ma una condizione strutturale.
Quella delle classi pollaio, dei contratti a termine, dei punteggi incomprensibili, delle convocazioni surreali.
Quella dove puoi superare concorsi e restare appeso a una supplenza fino alla pensione.

Nella narrazione televisiva il mestiere dell’insegnante è sempre ‘il più bello del mondo’.
Peccato che manchi quasi sempre un dettaglio:
gli insegnanti italiani sono tra i meno pagati d’Europa.
E il prezzo della retorica lo paghiamo noi, ogni giorno, dentro le scuole vere.

Cara Rai, se esiste ancora un’idea di servizio pubblico, racconta anche questo.
Racconta il mondo sommerso della scuola che regge tutto, nonostante tutto.
Noi ci siamo.
Basta entrare in una scuola vera”.

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