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Abbandono scolastico: nel catanese è al 26,5% con punte fino al 44,9%

Pasquale Almirante

Secondo Openpolis, nel suo dossier, “Giovani e periferie”, gli abbandoni scolastici e le diseguaglianze sociali sarebbero in preoccupante aumento nelle periferie di grandi città e in modo particolari di quelle del Sud con riferimento a una metropoli, per esempio,  come Catania.

A pubblicarlo il quotidiano La Sicilia del 22 dicembre,  che riporta i dati e le analisi dello studio di Openpolis, i quali, in qualche modo, smentiscono chi riteneva che la dispersione scolastica con gli abbandoni fossero rientrati e che fossero dunque problemi superati. 

E invece, non solo sono in preoccupante aumento, ma spesso è pure difficile raggiungere le periferie, dove la popolazione giovanile residente rappresenta il 9,6%, insieme alle  famiglie con potenziale disagio economico pari al 6,2% che é la quota più alta registrata in alcune fra le più popolose municipalità etnee. 

Questo dato, risulta ancora più preoccupante se lo si esamina nel dettaglio, dal momento che quartieri come Librino o San Giorgio, per esempio, risultano i più disastrati  da questo punto di vista e soprattutto se si fa il paragone coi quartieri del centro città, dove le famiglie con disagio economico sono alquanto basse. 

Ed è proprio questa condizione economica, molto disastrosa, secondo Openpolis, che incide negativamente sulla dispersione scolastica e sugli abbandoni precoci.

E a Catania la media degli abbandoni, come più volte abbiamo pubblicato su questo portale e come del resto la Commissione antimafia, guidata da Claudio Fava, sottolineò qualche anno addietro, riguarda il 26,5% dei giovani fra i 18 e 24 anni.

“Il dato sale”, riporta il quotidiano, “al 36,5% tra i figli delle persone senza diploma”, raggiungendo, in alcune zone della città, anche il 39,5% e con picchi del  44,9% tra i ragazzi nelle cui famiglie non c’è nessuno col diploma. Il possesso, in altre parole di un titolo di studio è motivo di spinta “ereditaria” a frequentare la scuola. 

Per quanto invece riguarda la percentuale dei Neet, coloro cioè che hanno smesso di studiare e di cercare perfino un lavoro, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 29 anni, si arriva nel catanese a una percentuale del 35,4%, con punte che vanno fino al 48%.

Le conseguenze di tanto abbandono culturale nella città? Molte, fra cui, specifica La Sicilia, il foraggiamento della criminalità organizzata che trova pascolo buono  fra questi ragazzi, mentre  si accentuano, per chi resiste a tale richiamo, le difficoltà a trovare lavoro o avendo davanti  la sola alternativa di adattarsi a lavoretti in nero o malpagati. 

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