Un fatto inaudito: una maestra di una scuola di Roma è a processo perché avrebbe legato un proprio alunno alla sedia con un laccio di stoffa, per impedirgli di muoversi, e di avergli appeso una borsa al collo per farlo concentrare, trascinandolo anche con forza fuori dalla scuola, mentre il piccolo piangeva.
Come riporta La Repubblica, si tratta di un bimbo di sei anni. A distanza di cinque anni dai fatti contestati, la docente si è difesa in aula, rispondendo alle domande del pubblico ministero. “Mi sono sempre rapportata al bambino con dolcezza. Voleva stare al centro dell’attenzione e io glielo lasciavo fare. Non l’ho mai maltrattato”.
Gli episodi contestati sono tre e avrebbero provocato nel piccolo uno stato di forte ansia, tanto da rendere necessario l’intervento di una psicologa. La dottoressa ha testimoniato in aula e ha confermato le condizioni cliniche del ragazzino. L’insegnante ha parlato subito dopo, e ha respinto le accuse.
“L’ho conosciuto in prima elementare. Era un bambino sveglio, intelligente, molto vivace. Ho sempre avuto con lui un buon rapporto, come con tutti i miei alunni. A quell’età bisogna usare dolcezza, i bambini arrivano pieni di energia e curiosità”, queste le sue parole. Una versione, la sua, che si discosta nettamente da quella fornita dall’accusa. Adesso la palla passa al giudice, che presto emetterà la sentenza.