Si è spenta in queste ore l’amatissima attrice francese Brigitte Bardot all’età di 91 anni, icona degli anni sessanta.
Brigitte Bardot nasce a Parigi il 28 settembre 1934 in una famiglia borghese e cattolica, cresciuta tra rigore educativo e grande sensibilità artistica. La sua infanzia è segnata dallo studio della danza classica, disciplina che intraprende fin da bambina e che plasma la sua presenza scenica molto prima del cinema. Contemporaneamente frequenta l’Institut de la Tour, un liceo privato dal clima severo, che però non lascia un’impronta determinante nella sua formazione: Bardot stessa ricorderà spesso come la sua vera “scuola” sia stata la danza, non i banchi tradizionali.
A soli quindici anni inizia a posare come modella e la sua fotogenia colpisce subito il mondo della moda e, poco dopo, quello del cinema. Il debutto sul grande schermo arriva nel 1952, ma è nel 1956, con E Dio creò la donna, che diventa un fenomeno mondiale: un simbolo di libertà, sensualità e anti-conformismo, capace di rompere gli schemi culturali degli anni Cinquanta. Bardot non rappresenta solo una bellezza fuori dall’ordinario, ma un modo nuovo di essere donna, indipendente e istintiva, lontana dalle convenzioni sociali del tempo.
Negli anni Sessanta affianca alla carriera cinematografica quella musicale, collaborando con artisti come Serge Gainsbourg. Ma la vita sotto i riflettori la logora: nel 1974, a soli quarant’anni, decide di ritirarsi definitivamente dalle scene, scelta radicale e coerente con il suo spirito libero.
Da quel momento dedica tutte le sue energie alla causa che più le sta a cuore: la difesa degli animali. Fonda la Fondazione Brigitte Bardot, si batte contro la caccia alle foche, le corride, gli allevamenti intensivi. L’impegno animalista diventa la sua seconda vita, talvolta accompagnato da posizioni controverse sul piano politico e sociale, che alimentano discussioni e critiche.
Oggi Bardot resta una figura divisiva ma indiscutibilmente iconica: una donna che ha rivoluzionato il linguaggio del cinema e della moda, seguendo sempre la propria natura, anche quando significava allontanarsi dalla fama. Dalla danza alla celebrità, fino all’attivismo, la sua storia dimostra che la formazione personale può nascere anche fuori dalla scuola, nei luoghi dove si impara a conoscere sé stessi.