È morto Enzo Bianchi, monaco e teologo cristiano. Il religioso – fondatore della comunità monastica di Bose, in Piemonte – era da giorni ricoverato in un ospedale torinese per la complicazione delle sue condizioni. Nato a Castel Boglione nel 1943, aveva fondato la comunità alla fine degli anni Sessanta, e nel Duemila aveva ottenuto il riconoscimento del Vaticano come associazione privata di fedeli. Egli stesso l’aveva guidata come priore fino al 2017, quando aveva lasciato il posto a Luciano Manicardi.
In seguito, scrive il Post, i rapporti con la sua “creatura” si erano fatti più complessi. “Nel 2021 Bianchi lasciò il monastero di Bose dopo anni di tensioni interne”, un conflitto che “fu risolto con un intervento personale di Papa Francesco“. Bianchi decise comunque di prendere la sua strada, portando con sé alcuni fedelissimi. “Si allontanò di qualche chilometro e fondò una comunità parallela, insieme ad alcuni monaci e monache che lasciarono Bose insieme a lui”.
“Negli anni Bianchi era anche diventato una figura pubblica di riferimento sulla cristianità“, ricorda ancora il Post. “Ha scritto a lungo su Repubblica e la Stampa, partecipato a trasmissioni tv e pubblicato diversi libri di successo con Einaudi”. Un’intensa attività di divulgazione, che in tempi recenti era stata rallentata per motivi di salute. “Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni”, conclude la testata. “Negli ultimi anni camminava a fatica e aveva perso quasi completamente la vista”.