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Aggiornato il 23.11.2025
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Addio a Ornella Vanoni, la voce senza tempo della musica italiana

È morta Ornella Vanoni, la “Signora” della musica italiana, voce elegante, ironica, profonda; un’artista che ha saputo parlare al cuore delle generazioni, con canzoni, teatro e scelte di vita che l’hanno resa simbolo di autenticità e di passione civile. Aveva 91 anni. Secondo alcune fonti, sarebbe stata colta da un malore nella sua casa di Milano. In questo momento sono tanti i messaggi di cordoglio da parte di personaggi dello spettacolo e non solo.

Nata a Milano il 22 settembre 1934, figlia di un industriale farmaceutico, Ornella Vanoni mostrò fin da giovanissima interessi artistici e intellettuali che l’avrebbero portata oltre i confini della semplice interprete. Dopo aver studiato anche all’estero, e dopo un inizio fra accademie e teatro, entrò nel mondo musicale con le “canzoni della mala”, collaborazioni con Giorgio Strehler, Fiorenzo Carpi, Gino Negri, Dario Fo, mescolando teatro, voce, impegno culturale.
Nel corso della sua vita e carriera ha attraversato decenni di cambiamenti nella società, nella musica, nei costumi, restando sempre profondamente se stessa: non ha mai smesso di sperimentare, di cambiare registro, di dialogare con i nuovi artisti, pur mantenendo uno stile riconoscibilissimo.

Negli ultimi anni aveva ricevuto riconoscimenti importanti anche dal mondo accademico. Come avevamo già scritto, l’Università Statale di Milano le ha conferito una laurea honoris causa magistrale in Musica, Culture, Media e Performance, durante la cerimonia in cui ha tenuto una lectio magistralis in cui ha ripercorso la sua vita e il suo percorso artistico.

In quell’occasione Vanoni disse: “Io non ho mai studiato… ero ignorante in una maniera terrificante…”, ricordando quanto, da giovane allieva al Piccolo Teatro con Strehler, abbia imparato più osservando e sperimentando che con l’istruzione tradizionale.

Con la sua scomparsa, le scuole perdono non solo un’artista, ma un esempio vivo: quello di chi non si è accontentata della fama, ma ha coltivato la cultura, la curiosità, l’impegno personale. I giovani che hanno ascoltato le sue canzoni o studiato la sua storia artistica potranno renderle omaggio proseguendo a conoscere la sua opera, studiando le sue canzoni, riflettendo sul ruolo dell’arte nella società.

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