Il residuo della Carta Docente è stato finalmente attivato lo scorso 15 settembre: sono stati resi disponibili i residui relativi all’anno scolastico 2025/2026 e gli importi riconosciuti ai beneficiari di sentenze. In molti si chiedono quando arriverà il bonus Carta Docente 2027, sempre se si chiamerà ancora così.
Ci sono indiscrezioni circolate nelle scorse ore, che parlano di una rimodulazione dello strumento dedicato ai docenti nella legge di bilancio. Come riporta Il Sole 24 Ore, ma al momento non c’è niente di sicuro in quanto non siamo in possesso del documento che comunque è una prima bozza, potrebbe essere prevista una carta welfare che assorba il bonus docente.
Inutile dire che molti insegnanti sono indignati dalla possibilità. A smorzare la tensione, con un post satirico, la docente e scrittrice Valentina Petri. Ecco cosa ha scritto su Facebook: “Scusate, ero distratta, correggevo le verifiche e mi sono persa qualcosa. Quindi la carta del docente non c’è più. Non che ci fosse, eh, ma parlandone da viva non c’è più.
Prima 500 euro da dilapidare in libri, corsi di aggiornamento e vida loca. Poi 383, da dilapidare sempre in cultura, ma occhio a non comprare due cose dello stesso tipo, che i dispositivi ti si devono guastare ad anni scaglionati.
Poi boh, ci hanno promesso sconti su treni (caso mai ne partisse qualcuno), prodotti di vario genere della marca che dicono loro per aiutare il made in Italy, che si sa che a fare girare l’economia sono i docenti, la categoria notoriamente più performante quando si tratta di alzare il pil.
Poi ci hanno fatto cadere dall’alto una assicurazione sanitaria come fosse una gran cosa mentre invece è una sòla e intanto facciamo a gara tra istruzione e sistema sanitario a chi ha più tagli, come i jeans che andavano di moda un po’ di tempo fa.
E adesso tadà, arriva la carta del welfare, perché giustamente la prima regola è cambiare nome alle cose, e di soldi ce ne sono di meno anzi ‘quest’anno ci si attende un ulteriore calo’, ma avremo diritto, fortunelli, a ‘convenzioni commerciali, agevolazioni sui trasporti, servizi assicurativi e altre prestazioni’ e suppongo anche esclusivi sconti per l’acquisto di una batteria di pentole.
Che è una frase lunga per dire che non ci danno più i soldi, giusto? È commovente l’impegno che ci mettono nel trovare giri di parole per dirci ‘ca**i vostri’. Ditemi che ho capito male”.
Ricordiamo che il decreto 9 settembre 2025, n. 127, nel regolamentare il nuovo funzionamento del bonus, ha stabilito che sarà d’ora in poi un decreto interministeriale, da emanare ogni 30 gennaio, a definire i criteri e le modalità di assegnazione della carta e a dividerne annualmente l’importo nominale della stessa sulla base del numero dei docenti aventi diritto.
Entro il 31 dicembre è possibile stipulare ulteriori contratti annuali: la platea dei beneficiari, visto che include i precari, molto probabilmente, non si potrà quindi conoscere prima del 2027.
Quindi si pensa che dopo l’emanazione del decreto, a gennaio, potranno essere sbloccati i bonus: l’opzione più probabile è febbraio; lo slittamento a marzo dovrebbe essere stato solo un caso in un anno di assestamento.
Ma veniamo alla questione più importante: a quanto ammonterà il bonus? Un’ulteriore riduzione del bonus appare inevitabile, a meno di sorprese dell’ultimo minuto. Si aspetta infatti una cifra che si aggira intorno ai 370 euro.
Da poco, nella piattaforma, è comparso un nuovo avviso che “bacchetta” docenti ed esercenti. Ecco cosa c’è scritto: “Si richiama l’attenzione dei beneficiari e degli esercenti sul corretto utilizzo della Carta del Docente. Il buono deve essere generato nella categoria corrispondente al bene o servizio effettivamente acquistato. Non è consentito utilizzare buoni riferiti a categorie diverse né ricorrere a ‘bundle’ o combinazioni artificiose finalizzate a consentire acquisti non coerenti con la categoria selezionata. Si invita pertanto a verificare la corretta corrispondenza tra il buono generato e l’acquisto effettuato”.

Ecco la schermata che compare adesso prima del login.

Qualche settimana fa è comparso anche un altro avviso relativo all’acquisto di hardware e software. Ecco cosa c’è scritto: “Si comunica che, per effetto della nuova disciplina della Carta del Docente, gli acquisti di hardware e software sono consentiti solo alla prima assegnazione del beneficio e successivamente ogni quattro anni. Per i docenti già beneficiari della Carta negli anni precedenti al 2025/2026, l’edizione 2025/2026 è stata l’ultima finestra utile prima dell’applicazione del vincolo quadriennale”.

“Si libereranno dunque risorse importanti sulla carta docente che abbiamo deciso di destinare anche ad altri servizi”, aveva puntualizzato il ministro a inizio anno, “da quest’anno, infatti, saranno utilizzabili pure per le spese di trasporto, inclusi gli abbonamenti sui mezzi pubblici. L’idea di fondo è distinguere i costi della formazione — che dovranno essere sempre più a carico dei fondi europei e gestiti dalle scuole — dai costi inerenti alla carta docente, che dovrà essere sempre più una carta di welfare, estesa in prospettiva anche al personale ATA. In questo senso, intendiamo completare il percorso già avviato con l’assicurazione sanitaria per tutto il personale, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e in itinere, e una serie di scontistiche“.
È possibile spendere la quota residua della Carta Docente 2025/2026 acquistando i corsi di formazione della Tecnica della Scuola.
La Casa Editrice La Tecnica della Scuola è ente accreditato dal Mim per la formazione del personale della scuola (prot. n. AOODGPER/6834/2012) adeguato ai sensi della direttiva ministeriale n. 90/2003 adeguato ai sensi della Direttiva n. 170/2016. La partecipazione ai nostri corsi dà quindi diritto all’esonero dal servizio del personale della scuola, nei limiti previsti dalla legge. A fine corso viene rilasciato l’attestato di partecipazione.