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29.10.2026

Giannelli: “Presidi-sceriffo? No, registi. Neanche stavolta c’è il middle management in Manovra. Eccessivo distacco tra ds e docenti”

Oggi, 29 ottobre, è stato presentato presso la Sala Aldo Moro del Ministero dell’Istruzione e del Merito, a Roma, il nuovo rapporto, il diciassettesimo, dell’Osservatorio nazionale sull’internazionalizzazione delle scuole e la mobilità studentesca. Durante la presentazione, dal titolo “La bussola globale: l’internazionalizzazione al centro dell’agenda scolastica“, si è svolta la premiazione delle 5 scuole modello per l’internazionalizzazione. 

A partecipare anche il presidente Anp Antonello Giannelli: “Finalmente l’internazionalizzazione è presente costantemente nella vita delle scuole. Tutto il mondo va verso questa direzione. Il fatto che lo fanno anche le scuole ci dice che questo concetto sta entrando nella vita di tutti”.

“Gli alunni che saranno adulti stanno facendo questa esperienza di dialogo con loro coetanei in altre realtà. Forse sembra banale nell’epoca dei social. Un tempo si era legati all’intraprendenza del singolo docente, ora è qualcosa di sistemico”.

“C’è quindi un ruolo anche per i dirigenti scolastici. Io ho sempre voluto vedere il dirigente come un regista. Si è parlato di presidi-sceriffo, io invece lo vedo come un regista. Spesso è più facile che ci possano essere film di qualità magari non attori sconosciuti, rispetto a film con attori fuoriclasse però non ben coordinati”.

“Il dirigente scolastico deve cogliere le opportunità, deve oliare la macchina, per fare in modo che il personale faccia il suo lavoro al meglio. Il dirigente deve essere il primo convinto nella questione dell’internazionalizzazione. I colleghi sono ben votati a questo. Noi portiamo avanti l’idea del middle management. Nelle scuole c’è un distacco tra docenti e dirigenti che è eccessivo, ci servono figure intermedie che si occupano anche di attività relative all’internazionalizzazione. Anche stavolta in Legge di Bilancio questa richiesta non è stata recepita”.

“Un’altra questione che merita di essere evidenziata è la valutazione dell’esperienza. Siamo grandi improvvisatori, spesso scuole eccezionali sono legate a grandi individualità, il problema è mettere a sistema le grandi idee. Magari in una scuola c’è un docente bravo, quando se ne va si smette di fare le cose. Questa sorta di artigianalità è un limite”.

“Auspico che nel prossimo Rapporto sia importante l’aspetto della valutazione. Penso che ci possa essere un modo per fare avere accrescimento culturale anche a chi non parte, con una riflessione di classe scolastica”.

“Il fatto che nella valutazione dei dirigenti ci siano punti da guadagnare sull’internazionalizzazione ha spinto in positivo. La valutazione quindi è stata positiva: non serve a valutare i dirigenti per dare qualche soldo in più, serve a migliorare il sistema”.

“Uno degli aspetti che stanno funzionando è proprio l’internazionalizzazione. Penso che bisogna coinvolgere sempre più scuole, sarebbe preferibile che aumentassero. Chi va all’estero poi deve recuperare? Luogo comune retrogrado, bisogna superare i luoghi comuni. Viaggiare, conoscere gli altri, aumenta le soft skills”.

“Il mondo si deve basare sulle competenze relazionali. Non si deve passare all’eccesso opposto ovviamente. Il mio augurio non è solo avere più scuole che fanno progetti internazionali, l’obiettivo è sviluppare in tutti questa importanza del doversi relazionare con tutti”.

I dati

Il rapporto mostra un quadro in forte crescita: l’internazionalizzazione entra nel PTOF Il Rapporto 2026 dell’Osservatorio Nazionale sull’internazionalizzazione delle Scuole e la Mobilità Studentesca, presentato il 29 ottobre 2026 al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) da Fondazione Intercultura ETS e Ipsos Doxa, traccia il profilo di una scuola italiana sempre più aperta all’Europa e al mondo.

L’Indice medio di internazionalizzazione ha raggiunto 53 punti su 100, evidenziando un progressivo e positivo livellamento del divario da parte degli Istituti Tecnici (48) e dei Professionali (47) nei confronti degli Istituti di Istruzione Superiore (56). Per i docenti, questo sviluppo si traduce in un contesto istituzionale sempre più favorevole alla progettualità globale: l’88% delle scuole inserisce l’internazionalizzazione nel proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF, con una crescita di 5 punti percentuali), l’86% dispone di un referente interno dedicato e il 61% risulta già accreditato al programma europeo Erasmus+.

Formazione, mobilità e sviluppo professionale per gli insegnanti

L’apertura internazionale della scuola costituisce un’importante opportunità di aggiornamento per l’intero corpo docente. Nell’ultimo triennio, l’84% degli istituti ha promosso corsi di formazione linguistica rivolti agli insegnanti. Inoltre, cresce il numero di scuole in cui i docenti partecipano direttamente a esperienze di mobilità internazionale per motivi di apprendimento e aggiornamento, acquisendo competenze spendibili in aula e confrontandosi con altri sistemi educativi. Dalle rilevazioni dell’Osservatorio emerge una precisa richiesta da parte del personale docente: la necessità di disporre di ulteriori strumenti didattici e metodologie di valutazione focalizzati sull’internazionalizzazione, a fronte di esigenze prevalentemente gestionali e normative espresse dai dirigenti scolastici.

Innovare la didattica quotidiana: dal CLIL al Debate e all’Educazione Civica globale

Le dinamiche di internazionalizzazione impattano direttamente sulla didattica d’aula e sull’offerta linguistica delle scuole:

  • Metodologie innovative in classe: il 61% degli istituti adotta la metodologia CLIL (con un’espansione significativa negli istituti professionali), il 58% propone attività di Debate in lingua straniera e il 34% attiva percorsi bilingue.
  • Evoluzione delle lingue straniere: a fronte di una solida offerta curricolare (il 53% delle scuole offre più di tre lingue: Inglese 100%, Francese 60%, Spagnolo 52%, Tedesco 38%), i corsi extracurricolari vedono la forte crescita del cinese, che sale al 22% (+5 p.p.).
  • Cittadinanza globale ed Educazione Civica: l’internazionalizzazione si integra perfettamente nei percorsi di cittadinanza: l’87% dei dirigenti scolastici ritiene fondamentale trattare tematiche interculturali nelle ore di Educazione Civica, e il 97% delle scuole lo fa concretamente durante le lezioni. Nel complesso, il 98% degli istituti affronta temi globali nella didattica della cittadinanza.

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