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Adida, Mida e Diplomati Magistrale “sul piede di guerra”. Il 12 gennaio sarà sciopero

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L’associazione docenti invisibili da abilitare, che da anni lotta al fianco dei docenti precari, martedì 12 gennaio scenderà in piazza aderendo allo sciopero proclamato dal sindacato Saese.

Oltre all’astensione dal servizio per l’intera giornata di tutto il personale della scuola, è previsto un sit-in davanti al Miur dalle ore 13:30 alle ore 18:30.
Al fianco dell’ADIDA scenderà in piazza il MIDA Precari e tutti i gruppi e comitati dei diplomati magistrale organizzati autonomamente in rete e coordinati dal prof. Gioia. Inoltre, verranno appoggiati da Flc-Cgil, Unicobas, Cobas Scuola Lazio, Associazione Nazionale Docenti, che ad oggi hanno confermato la loro presenza al sit-in di protesta davanti al dicastero di viale trastevere.

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L’ADIDA, nelle ultime ore ha diffuso un preciso comunicato ufficiale sulla sua pagina Facebook in cui si legge: “Faraone ci ha chiamato ‘ultimi giapponesi’, la Giannini ‘squadristi’… Questo è il rispetto delle istituzioni verso 150.000 docenti italiani, costretti ad un precariato indeterminato e che cercano di fare sentire la propria voce a dispetto dell’oscurantismo mediatico e della stampa di ‘regime’ che mitiga, sfuma, offusca e mente come mente questo Governo senza scrupoli. Il 12 gennaio, nel pomeriggio, davanti al Miur, dobbiamo essere Migliaia!

Ognuno faccia la sua parte, nessuno si senta dispensato dalla responsabilità del buon esito della manifestazione. La sua importanza è maggiormente accentuata dal sostegno che ogni giorno arriva anche da altre associazioni e dai sindacati. Finora hanno confermato la loro presenza Flc-Cgil, Unicobas, Cobas Scuola Lazio, Associazione Nazionale Docenti. Attendiamo fiduciose altre dichiarazioni ufficiali di sostegno all’importante appuntamento. UNITI SI VINCE, SEMPRE !”

 

La prof.ssa Valeria Brucola, coordinatrice nazionale ADIDA, fa sapere che l’iniziativa è rivolta a TUTTI i docenti delle graduatorie d’istituto, di II e di III fascia, segmentati da tante realtà specifiche ma tutti inesorabilmente uniti nella negazione dei loro diritti da parte dell’attuale Governo.