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Algoritmo Gps, sistema a dir poco demoniaco: le convocazioni vanno fatte in presenza

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L’algoritmo utilizzato anche quest’anno dal Ministero dell’Istruzione per gestire le Gps, le graduatorie provinciali per le supplenze dei docenti precari, “continua a fare danni e ingiustizie”.

Adesso Scuola conferma tutti i limiti dell’algoritmo e le lamentele del personale interessato attraverso questo documento inviato al Ministero dell’Istruzione, in persona del neo-Ministro p.t.

L’anno scorso abbiamo più volte segnalato le innumerevoli incongruenze e disparità che l’algoritmo crea e ha creato nei confronti di tanti docenti precari.

Il sistema di reclutamento dei docenti è affidato ad un sistema informatico a dir poco demoniaco; citiamo solo alcune delle tante disparità:

  • I docenti devono indicare 150 “scelte” completamente al buio, senza conoscere le reali disponibilità delle sedi, incorrendo a sanzioni gravi se non si trova corrispondenza tra scelte e sedi. Chi viene saltato per non aver indicato qualche sede lontanissima dalla propria residenza non può più essere interpellato nei successivi bollettini di nomina nella specifica classe di concorso (dato che il sistema li ritiene rinunciatari);
  • Se un docente non ha indicato uno spezzone nella scelta delle 150 preferenze viene saltato nel bollettino delle nomine successivo, viene considerato rinunciatario, cosa che nelle convocazioni in presenza non avveniva; emblematico quest’anno è il secondo bollettino su Roma che sulla graduatoria AAAA, sono stati saltati 2400 docenti con punteggi altissimi per non aver indicato due spezzoni  lontanissimi da Roma centro e situati in zone irraggiungibili. Docenti con alle spalle anni di precariato e che quest’anno non potranno avere una nomina al termine attività didattiche o annuale, una palese e ingiustificata ingiustizia.
  • È un sistema che sta raggirando soprattutto docenti appartenenti alle GAE e alla prima fascia delle GPS (precari storici della scuola). Per non parlare dei docenti in possesso della tanto agognata e sudata specializzazione sul sostegno che viene conseguita dopo numerose prove selettive con numerosi esami, tirocini e soprattutto una barca di soldi: tanti docenti specializzati sono stati saltati e hanno visto assegnare le proprie scelte a persone con punteggi bassissimi, appartenenti alla seconda fascia (senza specializzazione) o addirittura alle graduatorie incrociate. Si sta negando a queste persone il diritto al lavoro e si sta negando agli studenti diversamente abili di avere a disposizione docenti specializzati che sappiano come intervenire relativamente alle loro problematiche. Tra l’altro la normativa di riferimento, cioè la legge 104 all’art. 14 comma 6, cita quanto segue: “l’utilizzazione in posti di sostegno di docenti privi dei prescritti titoli di specializzazione è consentita unicamente qualora manchino docenti di ruolo o non di ruolo specializzati”.

L’algoritmo è un sistema informatico che può e deve essere migliorato per eliminare tutte queste disparità e anomalie.

Noi non manchiamo, noi ci siamo, noi non possiamo restare a guardare l’ingiustizia che si sta consumando ai danni di tantissimi precari, dov’è la meritocrazia e la competenza?

Noi di Adesso Scuola ci siamo e porteremo le istanze di questi precari storici fin nelle aule dei tribunali per far riconoscere ad ognuno i propri diritti. Il nostro appello va a tutte le forze politiche presenti in Parlamento, al nuovo Governo affinché vengano eliminate tutte queste anomalie e ingiustizie; se non sarà possibile reclamiamo che tutte le convocazioni siano fatte in presenza, in modo che i docenti possano vedere con i propri occhi la trasparenza di tutte le operazioni da svolgere, o almeno rendere disponibili tutte le sedi prima della scadenza della domanda delle informatizzazione per le nomine sulle supplenze.

Ci rendiamo disponibili da subito a qualsiasi confronto.

Giacomo Vitale, presidente “Adesso Scuola”