“Il 3 e 4 ottobre le ostetriche italiane verranno ‘formate’ su gravidanza, parto e allattamento nella comunità trans. Un panel dal titolo eloquente: ‘Se a partorire non è ‘una madre’. E per questo delirio verranno assegnati 10,5 crediti formativi riconosciuti dal ministero della Salute”. A scriverlo sono i deputati di FnV Davide Bergamini, responsabile regionale Emilia-Romagna, e Rossano Sasso, responsabile della direzione Salute e Benessere.
A questo proposito, annunciano i parlamentari “Futuro Nazionale presenterà un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute Schillaci sull’incredibile corso organizzato a Riccione dall’associazione italiana di ostetricia”.
Bergamini e Sasso sostengono che queste lezioni formative hanno un significato eloquente: “dopo la scuola e l’università, l’ideologia gender sta permeando il nostro sistema sanitario“.
I vannacciani sostengono che “non la scienza o la medicina, ma chi ci lavora” oramai “si lascia abbindolare dalla propaganda arcobaleno. Il metodo è sempre lo stesso: trasformare rivendicazioni ideologiche in diritti e pretendere che vengano riconosciuti, pena l’accusa di essere medievali e trogloditi”.
“Ci avevano già provato – proseguono Bergamini e Sasso – con la Società italiana di pediatria e la sua guida gender. Prima ancora, quando alcune ostetriche avevano detto no al Pride, erano state invitate a ‘rieducarsi’ con corsi transgender. Ora si arriva all’allattamento maschile”.
Ma, sottolineano i due deputati del partito guidato dall’ex generale Roberto Vannacci, “un uomo non allatta: è realtà biologica, non un’opinione. In un governo che ama definirsi di destra queste cose non possono più passare sotto silenzio. Il ministro Schillaci è sempre più distratto. Noi no. Basta con la morbidezza sull’ideologia gender”.
Esattamente un anno fa, l’allora deputato leghista Rossano Sasso disse che “se qualcuno vuole continuare a far tenere corsi con drag queen, trans e attivisti lgbt di sinistra a dei bambini, lo faccia a casa propria, non a scuola con figli altrui”.
“L’educazione dei figli – ha concluso Sasso – spetta prima di tutto alle famiglie, come stabilito dall’art.30 della Costituzione. La Lega dice no al preciso disegno politico di Schlein e Conte di voler promuovere l’ideologia gender nelle scuole”.