Il sistema formativo italiano si trova di fronte a una sfida cruciale: il progressivo indebolimento delle competenze di base dei futuri universitari. Durante l’evento “Orientarsi al Futuro”, svoltosi presso la Sala Affreschi della CRUI, i vertici del CISIA hanno presentato le analisi relative all’andamento dei test TOLC nel 2025, rivelando un trend negativo che interessa quasi tutte le aree disciplinari.
Secondo quanto illustrato da Giorgio Filippi, responsabile divulgazione del CISIA, il calo dei punteggi è generalizzato. A destare particolare preoccupazione è la comprensione del testo, pilastro fondamentale per ogni percorso di studi, ma anche la matematica registra una diminuzione significativa nei risultati ottenuti dagli studenti.
Questi dati non rappresentano solo un numero, ma un segnale diagnostico. Come sottolineato da Roberta Cella del Consiglio Scientifico CISIA, i test d’ingresso servono a fornire “un quadro preciso delle proprie competenze di base”, abilità che sono indispensabili non solo per il successo accademico, ma anche per poter “partecipare attivamente e consapevolmente alla vita sociale”.
Le ragioni di questa flessione sono molteplici. Lorenzo Bassi, presidente del CNSU, ha evidenziato l’esistenza di un “grandissimo salto” tra il sistema di istruzione superiore e quello universitario, un divario che rende difficile per le matricole ottenere risultati ottimali al primo anno, complici anche le difficoltà di ambientamento.
A questo si aggiunge la necessità di un’evoluzione nelle metodologie di insegnamento. Giovanni Betta, presidente del CISIA, ha rimarcato come il mondo accademico debba compiere uno sforzo per comprendere le “abitudini mediali” dei giovani, modulando il modo in cui la conoscenza viene condivisa per renderla più efficace e vicina ai nuovi linguaggi delle nuove generazioni.
Il calo delle competenze ha una ricaduta diretta su un altro fenomeno critico: la dispersione scolastica e accademica. I dati confermano infatti che gli abbandoni sono minori tra chi partecipa alle attività orientative. In quest’ottica, il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta puntando su figure chiave come il docente orientatore e il docente tutor per guidare gli studenti verso scelte più consapevoli e ridurre il fenomeno dei NEET.
Per Laura Ramaciotti, presidente della CRUI, i risultati dei TOLC devono essere il punto di partenza per una riflessione profonda: servono a “ripensare ciò che dobbiamo fare nel contesto scolastico” e a irrobustire i servizi di supporto necessari a colmare le lacune emerse. L’obiettivo finale è una transizione efficace dalla scuola all’università, dove la verifica delle conoscenze non sia solo un ostacolo, ma un’opportunità strategica per sostenere il diritto allo studio in modo concreto.