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Alternanza scuola lavoro: buone pratiche al liceo di Acireale

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Alternanza scuola lavoro: ormai è polemica quotidiana, come testimoniato da nostri articoli su quanto accaduto a Napoli  dove gli studenti hanno lavorato persino il 1° maggio.

Esperienze virtuose

Esistono, però, scuole dove le esperienze sono state davvero virtuose e frutto di arricchimento culturale e pratico per i giovani. E’ il caso del Liceo Archimede di Acireale, diretto dal prof. Riccardo Biasco, dove è stato sviluppato, dalle classi 3 B, 3 E e 4 E,  un interessante e sfizioso progetto di Alternanza, frutto di una proposta del Dipartimento di filosofia con l’obiettivo di creare novelli animatori filosofico-culturali, operanti nel territorio di Acireale, la città dell’affascinante mito di Aci e Galatea, eletta, per l’occasione, a città ideale.

Sotto la guida dei docenti tutor d’aula, le prof.sse Marinella Sciuto e Piera Cariola, e con la preziosa collaborazione di altri docenti, che hanno prestato volontariamente la loro opera di supporto culturale (da Grazia Scuderi, docente di filosofia e storia del liceo, a Don Antonino Franco, dello studio Teologico San Paolo, a Salvatore Distefano del Liceo Classico “Cutelli” di Catania), gli studenti, lungo i cinque mesi di lavoro, hanno approfondito, mediante la lettura guidata dei classici, pagine di Platone, Agostino, Moro, Campanella, filosofi accomunati dalla critica del tempo presente e dalla ricerca di un mondo altro possibile.

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Alla ricerca di un mondo possibile

Un mondo possibile che si è sostanziato per i giovani alunni appassionati nel progetto di una città ideale, appunto la bella Acireale: nel suo acronimo gli studenti, con fantasia e creatività, hanno individuato otto elementi peculiari (Art, Community, Innovation, Responsability, Economy, Architecture, Landmark, Ecology) per una cittadina vivibile e davvero a misura d’uomo.

Stretto rapporto col territorio, dunque, in questo progetto, grazie anche al vivo supporto dell’ esperta di progettazione europea, dott.ss Marta Ferrantelli della Fondazione “Città del Fanciullo” della Diocesi acese, che ha avuto il suo culmine in una coinvolgente manifestazione, Acisofia, il primo festival della filosofia (interamente organizzato dagli alunni, compreso il logo ideato da Sofia Calì di 3 E) tenutasi alla Villa Belvedere il 26 aprile con grande successo di pubblico.

Un nuovo approccio alla filosofia

Un pomeriggio in cui la filosofia si è davvero fatta attualità e scoperta di mondi possibili con l’Agorà a più voci, durante la quale i ragazzi hanno intervistato alcuni illustri ospiti (Mons. Antonino Raspanti, vescovo della Diocesi di Acireale, il prof. Rosario Faraci della Facoltà di Economia, UniCt, la dott.ssa Francesca Pricoco, Magistrato, presidente del Tribunale dei Minorenni di Catania e il prof. Paolo Guarnaccia,  docente di Agronomia e Coltivazione erbacee Unict), seguita dagli accattivanti giochi filosofici sulla scia di passeggiate filosofiche, condite dalla lettura di passi d’autore,  per culminare nella rappresentazione teatrale del mito di Aci e Galatea, a cura di Carola Colonna, attrice e già insegnante di storia e filosofia al Liceo Archimede.

Particolarmente sfiziosa la “Caccia al Mito” in cui il mito da svelare è stato quello celeberrimo della Caverna della Repubblica di Platone, che, commenta la prof.ssa Marinella Sciuto, referente e ideatrice del progetto, “è stato il vero paradigma del nostro percorso di Alternanza: la filosofia come desiderio autentico del Bene e del Bello capace di denunciare, mediante il rigore del Logos, le iniquità e le storture del mondo dell’apparenza per progettare un mondo altro, un diverso presente.”

Cosa dicono gli studenti

E, a sentire le voci dei ragazzi, la soddisfazione finale appare massima:
“Anche se all’inizio l’alternanza scuola lavoro può sembrare una cosa noiosa e inutile, con il tempo riesci ad apprezzarla e imparare a fare tante cose utili che potrebbero servire  domani. La mia esperienza è molto positiva, in quanto posso dire di aver imparato a creare, organizzare, collaborando con gli altri membri per creare un vero e proprio lavoro. Magari a qualcuno può sembrare poco, ma riuscire a 16 anni ad organizzare, anche grazie all’aiuto di un tutor, un festival e approdare nell’intento, per me, non è poco”, ci confessa Mattia Castrianni di 3 E. Sebastiano Proietto di 4 E sottolinea, invece, come l’alternanza scuola lavoro è stata “un’esperienza formativa dal punto di vista lavorativo. Grazie ad essa ho imparato a coordinare un gruppo di lavoro, aumentando le mie capacità di relazione con gli altri; grazie a ciò il mio senso di responsabilità è aumentato. Reputo questa attività costruttiva e utile per il mio futuro”

Competenze filosofiche al servizio di una cittadinanza attiva e di una progettualità fortemente radicata nel territorio: l’Alternanza scuola lavoro può dare frutti fiorenti, confermando, come diceva il buon Aristotele, che la filosofia proprio perché non “serve a niente”,  non è serva di nessuno, ed è quindi la scienza più alta.