Capita spesso, a fine giornata, di sentire un senso di frustrazione: la lezione è stata preparata con cura, eppure gli alunni sembrano perdersi nei compiti più articolati, distratti o bloccati di fronte a richieste troppo generiche. È una dinamica frequente, soprattutto con le classi meno autonome.
Lo psicologo Marco Catania, esperto in psicologia scolastica e neuropsicologia dell’età evolutiva, ci suggerisce una tecnica immediata, tanto semplice quanto efficace: suddividere i compiti in micropassaggi.
Si tratta di un cambio di approccio comunicativo che aiuta a rendere più chiari gli obiettivi da raggiungere, aumentando il senso di controllo da parte degli alunni.
L’esperto suggerisce: “Invece di dire: Prendete il libro e leggete la lezione di oggi, prova a scomporre l’attività in azioni piccole e ben definite”. Ad esempio:
Ogni istruzione è singola, diretta, concreta. Questo linguaggio operativo attiva nei ragazzi un processo di attenzione sequenziale e limita le interferenze cognitive. Il beneficio? Meno dispersione e maggiore comprensione del compito.
E ancora aggiunge: “Il principio è lo stesso di quando, in un tutorial, invece di dire “cliccate mi piace”, si mostra chiaramente l’icona da cliccare, guidando passo dopo passo l’utente. Applicata con costanza, questa tecnica aiuta a creare un ambiente più organizzato, facilita la gestione della classe e permette anche agli alunni più insicuri di procedere senza ansia o confusione”.