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03.02.2026

Prof non vedente escluso dalla gita, per la ds non vigila bene gli alunni. La proposta: partire a sue spese o prendendo ferie

Una vicenda contorta: un docente non vedente sarebbe stato escluso da un viaggio d’istruzione a Dublino, in Irlanda. Il motivo? Secondo la dirigenza della scuola non sarebbe in grado di vigilare a dovere la classe, cosa che lui invece garantisce.

Come scrive Il Corriere della Sera, il docente d’inglese 40enne aveva avanzato la proposta alla dirigente scolastica di essere inserito tra i possibili docenti accompagnatori, l’unico docente del consiglio di classe ad aver dato la propria disponibilità.

Le proposte della scuola

La preside lo avrebbe depennato dall’elenco degli accompagnatori assegnando la classe ad altri docenti. Per questo poi lui le ha scritto una mail per chiedere chiarimenti. “Non ho mai ricevuto risposta”. Solo a fine dicembre arriva una telefonata. “La dirigente spiega la sua decisione facendo riferimento alla culpa in vigilando: secondo lei essendo io cieco, non sarei in grado di garantire la vigilanza sugli studenti all’estero, dove il rapporto previsto è di un docente ogni quindici ragazzi”.

Il docente non ci sta: “Ho 40 anni, non credo di aver fatto una scelta superficiale. Ho costruito un rapporto di fiducia con studenti e famiglie, so chi porterei con me e penso di essere perfettamente in grado di gestire questa classe specifica, soprattutto in un contesto in cui i ragazzi sono ospitati presso famiglie”.

La soluzione prospettata dalla dirigente sarebbe quella di partire come “docente extra”, quindi a proprie spese. Alla richiesta di valutare se la scuola potesse coprire i costi, “la risposta è stata evasiva: una risposta che, di fatto, non è mai arrivata”, dice il docente. Intanto, gli studenti pongono una domanda semplice: “Se può farci lezione tutti i giorni in aula, dove può succedere di tutto, perché non può accompagnarci a Dublino?”.

I genitori dalla parte del docente

Anche i genitori hanno deciso di intervenire scrivendo al docente per esprimere il loro dispiacere e la volontà di vederlo partecipare a quella che considerano un’esperienza formativa importante. Si sono dichiarati persino disposti a farsi carico della quota aggiuntiva richiesta dall’agenzia di viaggi per farlo partire come docente extra.

Ma anche questa strada si scontra con un muro: la scuola non avrebbe fondi. Alla fine arriva un’ulteriore proposta: il prof può andare, ma prendendo giorni di ferie. “Per me non è una vacanza — sottolinea — è lavoro”. La dirigente scolastica ha insistito: “Nei viaggi di istruzione il docente deve sottoscrivere una assunzione di responsabilità ai sensi del codice civile e penale. Se dovesse succedere qualcosa, in caso di contenzioso tutti si scaglierebbero contro il docente e contro la scuola. Sarebbe una responsabilità troppo grossa”.

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