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Aggiornato il 22.12.2025
alle 16:44

Stop viaggi d’istruzione al liceo Giulio Cesare, i prof non hanno più fiducia negli studenti. E portarli in “gita” sono solo responsabilità

Stop ai viaggi d’istruzione e alle gite scolastiche, almeno sino alla prossima estate. La misura è colma. La decisione è stata presa dal Collegio dei docenti del liceo Giulio Cesare di Roma: dopo il ritrovamento della “lista stupri” in un bagno maschile dell’istituto superiore e la successiva occupazione studentesca, per le polemiche che ne sono scaturite, la mattina di sabato 20 dicembre personale e allievi hanno trovato il cancello d’accesso di Corso Trieste chiuso con le catene. Solo dopo un’ora di attesa e l’intervento delle forze dell’ordine sono potuti entrare.

I docenti e il preside, a quel punto, hanno deciso per la sospensione, perché, hanno spiegato, ormai “si è spezzato il filo di fiducia con gli studenti“.

Arrivando a scuola, ha detto all’Ansa la dirigente scolastica Paola Senesi, “siamo rimasti stupefatti ed amareggiati trovando i cancelli della scuola chiusi con catene. Il gesto ha provocato in noi grande sconcerto soprattutto perché arriva subito dopo tre giorni di occupazione studentesca. Per poter riaprire l’istituto e garantire la sicurezza di tutti, è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno provveduto a tagliare con tronchesi le catene”.

“Come evidente – ha continuato la dirigente -, l’episodio ha causato disagio e ritardi dal momento che, solo poco prima delle ore 9, è stato possibile consentire l’ingresso degli studenti e delle studentesse, e non rappresenta lo spirito costruttivo con cui occorre costruire la comunità scolastica che invece si auspica di concretizzare con il senso di responsabilità di tutti e di ciascuno”.

Sui viaggi d’istruzione, di recente il ministero dell’Istruzione ha precisato le procedure che le scuole devono seguire, previa “decisione di contrarre” (art. 17 del D.Lgs. 36/2023), in base all’importo stimato del servizio: affidamento Diretto (sotto € 140.000); procedura negoziata senza Bando (tra € 140.000 e € 221.000); soggiorni Linguistici (Soglia più Alta); Gara Aperta (Sopra Soglia).

Rimane comunque sempre indispensabile, ai fini dell’organizzazione di un viaggio d’istruzione, che vi sia la volontà espressa, attraverso disponibilità dichiarata all’inizio dell’anno scolastico, almeno di un insegnante del Consiglio di classe: in caso di mancata disponibilità da parte dei docenti il viaggio non si può infatti neanche organizzare.

A influire sulla sempre meno frequente disponibilità da parte degli insegnanti ad accompagnare le loro classi in visita d’istruzione è anche il fatto che in media ai docenti accompagnatori viene assegnato un compenso forfettario pressoché simbolico, nella migliore delle ipotesi pari a qualche centinaio di euro lordi.

Senza dimenticare che ogni istituto scolastico provvede in autonomia a determinare l’entità del compenso, sempre rigorosamente sottratto dal fondo d’Istituto sempre più da considerare una sorta di “fondo di S. Patrizio”.

“Molto spesso vanno in gita praticamente a titolo gratuito”, abbiamo scritto qualche mese fa al termine di un approfondimento, con testimonianze dei docenti diretti interessati.

È un compenso, quello assegnato ai docenti che organizzano e vanno nei viaggi d’istruzione, che a volte non copre nemmeno le spese sostenute durante l’uscita didattica: uscite che, lo ricordiamo, comportano, sempre per gli insegnanti accompagnatori, una quantità elevatissima di responsabilità e rischi.

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