Uno studente con autismo di quindici anni è impossibilitato a essere seguito dalla propria psicologa a scuola: questo quanto denunciato da suo padre e quanto starebbe succedendo in un istituto superiore di Roma. “Mio figlio autistico in quel plesso non è ben accetto”, queste le sue parole, riportate da La Repubblica.
L’uomo ha diffidato la scuola, che da quasi due mesi negherebbe ripetutamente l’ingresso della psicologa che segue l’adolescente. Ha poi inviato la diffida alle autorità competenti, denunciando una violazione del diritto all’inclusione e una discriminazione indiretta, e ha lanciato un appello al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
“La scuola è iniziata a metà settembre – denuncia la famiglia del minore – siamo a fine ottobre e ancora siamo costretti, quasi quotidianamente, a scrivere, telefonare, inviare documenti, moduli e assicurazioni per ottenere un’autorizzazione che la legge già garantisce”.
Tutto ciò, dice il padre dello studente, “mentre la scuola offre solo 15 ore di sostegno settimanali, che permettono al ragazzo di frequentare appena tre ore al giorno. Già all’inizio hanno cercato di scoraggiarmi dall’iscriverlo, parlando di problemi di spazio, come se mio figlio non fosse il benvenuto. Gli alunni con disabilità devono avere la priorità, non rappresentare un peso. Altrimenti questa società non sta costruendo nulla di umano”.