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Aggiornato il 23.01.2026
alle 12:22

Alunno le cade addosso, docente precaria sfora giorni di malattia: viene licenziata e scrive a Valditara

Una docente precaria in una scuola in provincia di Bari si è fatta male in classe: il suo caso finirà sul tavolo del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Come riporta Il Corriere della Sera, la donna, 49 anni, era rimasta ferita durante l’attività didattica ed è stata licenziata.

La ricostruzione dei fatti

Ecco come sono andati i fatti: un alunno, accidentalmente, le è caduto addosso con una sedia, provocandole lesioni ai legamenti del ginocchio e una frattura alla mano. Inizialmente l’Inail ha riconosciuto l’infortunio sul lavoro, ma successivamente – fa sapere il legale – l’ente ha disposto la chiusura dell’infortunio al 6 dicembre, trasformando il periodo successivo in malattia comune e respingendo la richiesta di riapertura. 

Tale decisione ha comportato il superamento dei 30 giorni di malattia previsti per le supplenze brevi e la conseguente risoluzione anticipata del contratto, oltre all’impossibilità di stipulare nuovi incarichi per l’anno scolastico in corso.

“Sono dovuta rimanere a scuola sino alle 16, perché non c’era un sostituto. La preside mi ha poi autorizzato a uscire dicendomi di farmi visitare quanto prima”, queste le sue parole a La Repubblica. “La preside mi ha avvertito che la riconversione da infortunio sul lavoro a malattia comune comportava la decadenza del contratto per il superamento dei 30 giorni e la perdita dei benefici economici. Mi è crollato il mondo addosso”.

Le parole del legale

“La mia assistita si trova in una condizione kafkiana – scrive l’avvocato della donna- avendo subito un danno psico-fisico durante l’attività lavorativa e ricevendo, per questo, la risoluzione del rapporto di lavoro, il mancato
pagamento della retribuzione e l’impossibilità di sottoscrivere nuovi contratti”. Il legale ha scritto una lettera a Valditara per il riesame del provvedimento Inail e il ripristino delle tutele a favore della docente.

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