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Alunno plusdotato genio della matematica bocciato, il Tar ribalta tutto: la scuola non avrebbe predisposto il Pdp

Redazione

Ancora sentenze del Tar, stavolta Lombardia, che ribaltano quanto deciso da una scuola. In questo caso ci troviamo a Milano. Qui un alunno plusdotato, talento della matematica, è stato bocciato in un istituto privato. Lo riporta Il Corriere della Sera.

La sentenza appena depositata fotografa un caso rarissimo: una scuola che non ha neppure predisposto il Piano Didattico Personalizzato, obbligatorio per gli studenti con disturbo dell’apprendimento (Dsa)Il Tar annulla la bocciatura. Senza quel documento, spiega la sentenza, l’intero anno scolastico è stato valutato su basi “illogiche”.

La scuola non avrebbe collaborato

Alle medie il ragazzo brilla. È primo alle Olimpiadi della scuola, arriva in semifinale tra i liceali dei Giochi matematici della Bocconi, risolve meglio degli altri problemi complessi. Ma una professoressa nota l’incrinatura: scrittura lenta, attenzione che si spezza, ricopiature faticose. Su suo suggerimento, all’ingresso della prima superiore, parte un percorso diagnostico durato mesi. A marzo 2025 il quadro è definito: disgrafia severa, difficoltà attentive e di pianificazione, “picchi di plusdotazione su un profilo disarmonico”.

Poi, la bocciatura. I genitori chiedono un confronto, sollecitano una revisione bonaria del giudizio. Invece il consiglio di classe conferma la sua decisione. La famiglia fa allora ricorso, e a luglio c’è il primo spiraglio. Il Tar, in attesa della sentenza di merito, ammette con riserva lo studente alla classe successiva. Quel via libera gli permette di iscriversi alla classe seconda e in parallelo i genitori cercano un accordo con l’istituto per evitare il processo e i costi legali, ma la scuola ancora rifiuta. 

In questo caso i genitori insistono, e la sentenza definitiva appena depositata annulla la bocciatura.

Pei e Pdp: quali differenze?

Non bisogna confondere il PEI con il PDP, Piano Didattico Personalizzato. Quest’ultimo documento, come regolamentato dal D.M. 5669/2011, è previsto per gli studenti che presentano disturbi dell’apprendimento (DSA), come dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, non studenti con disabilità.

Il Piano Didattico Personalizzato indica gli strumenti compensativi e le misure dispensative adottate. Chi lo compila? Il Consiglio di Classe.

Lo strumento privilegiato per la gestione dei BES è il percorso individualizzato e personalizzato, formalizzato in un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

  • Finalità del PDP: definire, monitorare e documentare le strategie di intervento più idonee e i criteri di valutazione degli apprendimenti.
  • Contenuto: il PDP non è più inteso come mera esplicitazione di strumenti compensativi e dispensativi solo per gli alunni con DSA, ma è lo strumento in cui si possono includere progettazioni didattico-educative calibrate sui livelli minimi attesi per le competenze in uscita, utili a moltissimi alunni con BES privi di certificazione diagnostica.
  • Adozione delle Misure: i Consigli di classe o i team dei docenti, basandosi su considerazioni pedagogiche e didattiche, possono indicare quando è opportuna e necessaria l’adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative.
  • Approvazione: l’attivazione di un percorso individualizzato e personalizzato deve essere deliberata in Consiglio di classe (o dal team docenti della primaria) e deve dare luogo al PDP, firmato dal Dirigente scolastico (o suo delegato), dai docenti e dalla famiglia.
  • Casi senza Certificazione: se non è presente certificazione clinica o diagnosi, il Consiglio di classe deve motivare opportunamente, verbalizzandole, le decisioni assunte sulla base di considerazioni pedagogiche e didattiche, al fine di evitare contenzioso.

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