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Aprite le scuole e finiamola qui!

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Il tormentone quotidiano, incessante “Scuole aperte o chiuse”, l’insicurezza del Governo, l’inflessibilità cocciuta (da paraocchi) di qualche Ministro, le contraddizioni della Regione (nessuno di loro è stato vittima di DaD, mi pare), il navigare a vista dentro una pandemia globale, stanno sfibrando tutti e, soprattutto, gli operatori della Scuola che, comunque, non si sono mai arresi e fermati, anzi.

Sapete che penso?

Che anche basta.

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Apritele ste Scuole, o si campa o si muore, che sarà mai?

Apritele.

Si dice che stiamo sottraendo tempo prezioso all’importante percorso di socializzazione di Bambini e Ragazzi che a casa sono, perennemente, in ozio, tra i piedi o davanti alla tv. 

(E la famiglia?)

Apritele.

Anche se non ci sono le condizioni, vuoi che il Covid si accorga di noi? 

Apritele.

Tanto non c’è da organizzare nessuna “recita natalizia” con i genitori che si contendono la prima fila.

Apritele.

Scontrandovi ancora con la realtà, ignorata, sotto al muso.

Apritele

Non vogliamo più essere il bersaglio polemico di tutti.

Apritele.

Non siamo merce, siamo collettività, siamo reciprocità e quindi possiamo essere travolti.

Apritele.

Ci risparmiate le quotidiane, imbarazzanti, boutades.

Apritele. 

Anche se la salute è di tutti, oggi viene considerata un privilegio per chi la rivendica.

Apritele.

Siamo diventati una logica di mercato, la Scuola non è più luogo di realizzazione di persona appartenente ad una comunità.

Apritele.

Qualche giorno prima di Natale, oltre che una burla, sarà un una sconfitta, una desolante sconfitta. 

Di tutti.

Che vuoi che sia qualche morto in più? 

A Natale, servono storie strappalacrime anche da romanzare per le generazioni future, “Piccole Donne” è troppo datato ormai.

Aprite le Scuole e finiamola qui.

A Natale puoi… 🎵

R.C.

Preparazione concorso ordinario inglese