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Arriva a Roma il Parco della gratitudine, dove l’apprendimento non è mai passivo

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Una recente iniziativa, che potrebbe presto diventare pilota ed esempio per altre scuole e zone d’Italia è “Il Parco della gratitudine”, inaugurato a Roma a fine luglio, e che, grazie all’iniziativa di un gruppo di docenti ed educatori di lunga esperienza e di provata capacità, dal prossimo 14 settembre sarà operativa a tutti gli effetti. Aperta per bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni prevede l’immersione nella realtà della vita circostante, con una formula basata su programma, orario e didattica personalizzati allievo per allievo, per aderire al meglio alle necessità e alle possibilità di ogni studente e di ogni famiglia; inoltre le famiglie degli allievi sono invitate a partecipare alle attività didattiche insegnando il proprio lavoro, spiegandone obiettivi e difficoltà, tecniche e utilità.

L’iniziativa, sostenuta dalla Fondazione Camis De Fonseca, è stata fortemente supportata dall’impegno di Maurizio Maglioni, docente di chimica in una scuola secondaria di Roma, fondatore e presidente di Flipnet, ente che per primo in Italia si è occupato della diffusione della Flipped Classroom, e dai suoi colleghi, tutti professionisti e con esperienza e motivazione.

“Al Parco della Gratitudine – spiega Maglioni – si impara senza obblighi inutili, si impara, come diceva Montessori, facendo, senza etichette, in modo laboratoriale, con tanto sport. Largo spazio inoltre è dato alla creatività, alla cooperazione e tutte le attività proposte sono autentiche. L’apprendimento non è mai passivo”.

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L’idea di Maglioni e di tutti coloro che hanno dato vita al Parco non è quella di una scuola privata per pochi, ma piuttosto quella di creare un modello esportabile e pedagogicamente innovativo, dando spazio tra l’altro alla partecipazione attiva degli adulti, genitori e familiari, che sono chiamati a condividere con i bambini e i ragazzi le loro esperienze, i loro talenti. La pedagogia del Parco della Gratitudine si ispira agli insegnamenti di Carl Rogers, Daniel Goleman ed all’educazione reciproca di Marshall Rosenberg, partendo dall’idea che nessuno deve esser costretto ad imparare: la libertà di scelta è la più potente motivazione all’apprendimento.

Ciascuno degli studenti riceve all momento del suo ingresso al Parco della Gratitudine un laptop, che consentirà loro, anche in caso di lockdown, di connettersi e proseguire le attività, seppure a distanza.

Per far parte dell’iniziativa l’unica condizione è diventare soci, infatti lo statuto del Parco è quello di una cooperativa e le quote di adesione sociale sono proporzionali al reddito familiare. Inoltre, chi non può pagare interamente la quota può sostituirla con attività di volontariato, che coinvolgono comunque tutti i soci, dai genitori ai nonni, che potranno condividere con bambini e ragazzi attività culturali, educative, dal calcio ad altri sport, dal giardinaggio alla robotica, alla cucina.

Il Parco della Gratitudine è aperto dalle 8 alle 17, prevede affiancamento e sostegno quotidiano online e in presenza e rappresenta una risorsa educativa anche per gli homeschoolers, secondo quanto prevista dalla Costituzione italiana in merito all’educazione parentale.

Se vogliamo che i nostri figli abbiano più opportunità di quelle che noi abbiamo avuto, se vogliamo che la scuola dia loro risorse per renderli migliori di noi, dobbiamo cambiare il modo di fare scuola, sostiene ancora Maurizio Maglioni.

Il Parco della Gratitudine si trova in via della Giustiniana 640, nella zona di Roma Nord e nel suo primo anno di vita si pone come centro educativo sperimentale per poter poi diventare riproducibile altrove, collocata all’interno di un’area boschiva protetta e ecocompatibile.

Per saperne di più, per poter iscrivere i propri figli si può visitare il sito www.parcodellagratitudine.it.

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