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Arrivano 40.000 assunzioni

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L’annunzio delle 40.000 assunzioni è stato dato venerdì scorso dal ministro De Mauro, il quale ha precisato che le assunzioni saranno in realtà 50.000, in quanto "sono circa 10.000 quelle previste per lo scorso anno che non sono state effettuate". Questa prima tranche, ha precisato il Ministro, fa parte di un piano triennale, dal 2000 al 2003, predisposto di concerto con i Ministero della Funzione pubblica e del Tesoro, che prevede "un fabbisogno di assunzioni a tempo indeterminato pari a 103.700 unità. Il personale non docente (circa 10.000 unità) "verrà assunto in rapporto al turn-over, cioè all’effettiva andata in pensione, mentre gli insegnanti saranno assunti in funzione delle graduatorie che oramai esistono per quasi tutte le Regioni". Le nuove immissioni in ruolo non aumentano, comunque, l’organico complessivo del personale nella scuola. "Servono più che altro a stabilizzare la situazione – ha detto il presidente Amato al termine del Consiglio dei ministri -. Si tratta di insegnanti che già sono al lavoro, supplenti che vengono pagati, anche se in forme precarie".
"È una misura importante, positiva, che fa parte del progetto di riforma e di riorganizzazione che la riforma impone", ha commentato il leader della Cgil, Sergio Cofferati. Mentre la Cisl Scuola ha espresso "un profondo dissenso sul provvedimento, in quanto a fronte di inequivocabili vacanze di organico le assunzioni in ruolo si limitano a poco più di un terzo delle disponibilità e questo dopo aver bandito i concorsi ordinari e riservati, le cui procedure sono costate intorno ai 150 miliardi". Anche secondo il segretario della Uil Scuola Massimo Di Menna, "molte aspettative sono rimaste deluse: non tutti i posti disponibili sono stati coperti". Dello stesso tenore il commento di Stefano D’Errico dell’Unicobas Scuola che ritiene insufficienti le 40.000 assunzioni "sono 67.000 le cattedre necessarie da subito e 30.000 le assunzioni per i ruoli del personale amministrativo".