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Assegnazione ai plessi: interviene anche UilScuola

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Sulla vicenda dell’assegnazione del personale ai plessi interviene anche la Uil Scuola che rende pubblica una lunga nota trasmessa al Ministero dell’Istruzione.
Secondo la UilScuola è pur vero che il recentissimo decreto 141 “afferma l’immediata applicabilità delle norme del decreto legislativo n. 150/2009 ai contratti decentrati che si stipulano dopo l’emanazione del citato decreto”, ma, sempre a parere del sindacato di Massimo Di Menna,
“il chiarimento legislativo, lascia impregiudicati alcuni problemi che si sono registrati già nello scorso anno scolastico a causa di una lettura parziale e strumentale della norma da parte di alcuni Dirigenti scolastici e taluni revisori dei conti”.
Sull’intera questione UilScuola sembra non avere dubbi: “La contrattazione, nella formulazione attuale dell’art. 6 del CCNL, è coerente con il decreto 150/09, in quanto non interviene nelle misure inerenti la gestione delle risorse umane e finanziarie, né sulla direzione e l’organizzazione degli uffici”
Secondo il sindacato, l’art. 6 del CCNL, anche nelle parti controverse, “si occupa sostanzialmente dei criteri per la mobilità interna, dei criteri di utilizzazione del personale, dei criteri per definire l’organizzazione dell’orario di lavoro, dei criteri per la ripartizione delle risorse contrattuali e la definizione dei compensi del salario accessorio e non invade le competenze del collegio docenti, né quelle del consiglio di istituto, né tantomeno quelle del dirigente scolastico”.
Su un punto la Uil-Scuola sembra concordare con la posizione dell’Anp; il sindacato di Di Menna, infatti, chiede che l’Amministrazione centrale provveda ad emanare una direttiva ministeriale che fornisca indicazioni omogenne a tutte le scuole: ma, se la Uil-Scuola chiede una direttiva. è perché si rende conto che una semplice nota ministeriale (e non una circolare, come invece si è letto in alcuni siti sindacali) non può essere in alcun modo prescrittiva per nessuno; dello stesso parere è appunto l’Anp che aveva subito scritto che la nota è “tamquam non esset” e cioè come se neppure esistesse.
La Uil sottolinea poi che il consistente contenzioso che si è sviluppato negli ultimi mesi ha determinato anche costi che hanno gravato sul già magro bilancio del Ministero.
“Su questo aspetto – conclude UilScuola –
occorre che il MIUR definisca un sistema di verifica e controllo sulle decisioni di quei dirigenti scolastici che determinano contenziosi costosi, non sempre motivati”.
Va peraltro osservato che molte sentenze (la maggior parte, a dire la verità) è stata favorevole all’Amministrazione, mentre le decisioni a favore dei sindacati assunte dai Giudici del Lavoro sono relativamente poche.
Ma ormai evidente che la chiusura definitiva di questa vicenda è ancora piuttosto lontana.